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Marianna De Pilla

Carmen Bruni, autrice frizzante e romantica

Carmen Bruni, autrice frizzante e romantica

Oggi ho il piacere di presentarvi Carmen Bruni, un’autrice di romance nel senso moderno del termine, ovvero fautrice di quelle storie ad alto tasso di ironia ed una vena di romanticismo, non zuccheroso ma salutare per le nostre coronarie e benefico per il nostro cuore acciaccato. Si perché, dopo averla letta e conosciuta, vi assicuro che resterete sue fedeli beniamine. Carmen, coi suoi romanzi sa dare speranza, scongela anche i cuori più pietrificati, fa venire sempre voglia di credere ed innamorarsi ancora, senza remore e con tanta gioia.

Ha iniziato in self-publishing, e ha subito scalato le vette del web. Per settimane in classifiche, la Fabbri editore l’ha voluta con se e ha pubblicato “Questione di cuore”. Di nuovo in self, con “Il mio imprevisto più bello”, torna con un altro romanzo Fabbri Editore nel 2017.

Adesso…la parola all’autrice!

 

Cominciamo dalla fine: “Il mio imprevisto più bello”, il tuo ultimo romanzo…qual è la musa ispiratrice di questa storia?

Un programma televisivo inglese di un mago. Una delle sue tante puntate si svolgeva a uno speed date e da lì mi è venuta l’ispirazione.

 

Raccontaci un po’ la trama, quel tanto che basta per incuriosire il lettore.

Un incontro inaspettato in un bar tra due persone caratterialmente opposte, che sin da subito dà vita a delle diatribe esilaranti. Arianna e Cristian sono come il sole e la luna, ma c’è qualcosa che li spinge l’uno verso l’altra. Che cosa sarà?

 

Arianna e Cristian, due esseri umani tanto diversi eppure tanto simili. E’ questa la ricetta segreta delle due metà della mela: essere diversamente simili?

Credo che ci siano tante metà differenti e l’ingrediente fisso non esiste. La ricetta perfetta dipende da noi e da ciò che ricerchiamo in quel determinato momento.

 

Un romanzo, “Il mio imprevisto più bello”, in cui ogni capitolo ha un titolo e una frase d’apertura, una scelta assai originale la tua. Quando ti è balenata questa idea?

La frase di apertura l’avevo già pensata appena iniziato il romanzo, mi sembrava carino anticipare ai lettori cosa avrebbero trovato nel capitolo che si preparavano a leggere. Mentre quella dei titoli è nata un po’ più avanti, a metà stesura. Alcuni capitoli si prestavano bene per ad alcuni titoli di amiche scrittrici e quindi li ho adoperati con piacere.

 

Non si parla solo di due innamorati, ma anche di famiglia…due famiglie, quella di Cristian e Arianna molto complesse…vero?

Sono convinta che ogni famiglia abbia le sue problematiche, alcune più gravi di altre, oppure semplicemente degli ostacoli da superare. Quando scrivo un libro provo sempre a inserire più realtà possibile, mi piace che ci si possa rispecchiare e immedesimare nei protagonisti. Ciò non esclude che un giorno potrei scrivere qualcosa con ambientazioni e tematiche che sono ben fuori dal termine “normalità”.

 

Scegli una scena de “Il mio imprevisto più bello” e auto citati

«Mi sei mancata» sussurrò all’improvviso, il tono un po’ inclinato dall’insicurezza.

«Mi sei mancato anche tu» dissi con voce tremante.

Capii subito che era il nostro modo per chiederci scusa, seppur per ragioni molto diverse.

Entrambi avevamo capito che non c’era senso nel continuare a frequentarci. Con un tacito accordo avevamo smesso di vederci e nessuno dei due aveva mai provato a cambiare le cose.

Però ci sentivamo. In alcuni giorni lo facevamo senza tregua. Dalla mattina alla sera. La notte. Così aumentava la nostra confidenza, la conoscenza e la complicità. E aumentava pure la mia frustrazione, la sensazione di vuoto e la voglia di lui.

Tagliare i ponti sarebbe stata la scelta più sensata, ma non ci riuscivo, anzi avevo peggiorato le cose: mi ero arresa.

Sapevo che era così…

Ero stata in un perimetro di guerra insieme a lui e poi ne ero uscita entrando in una zona protetta. Adesso stavo rientrando nel perimetro di guerra, ma Cristian era ancora lì?

Facciamo qualche passettino indietro…sei nata come self publishing e poi Fabbri editori ti ha accolto a casa sua, dopo settimane ai primi posti della classifica. La chaiamata quando arriva arriva, si sa! Com’è stata quella di Fabbri? Svelaci il backstage di questa “unione”.

I primi contatti non sono stati diretti, era la mia agenzia che interagiva per conto mio, però ovviamente mi era stato detto che era una delle case editrici interessate al romanzo. È stato elettrizzante saperlo e indescrivibile poi il giorno in cui sono andata alla sede di RCS per incontrarli. Per quanto sembra un mondo distante e per certi versi inarrivabile, un po’ freddo, quando sei di fronte a loro, li guardi negli occhi e discuti sui dettagli del libro, ridi, ci scambi idee e gusti, ti rendi conto che hanno la tua stessa passione che gli scorre nel sangue. Dopo due minuti sembra di parlare con delle amiche.

 

“Questione di cuore” segna il tuo esordio letterario. Qual è la storia di Giorgia e Alessandro?

È la storia di un amore che cresce nel cuore e nella fantasia della protagonista, non trovando mai un riscontro concreto nella realtà per una serie di motivazioni, alcune importanti, altre un po’ sciocche. È innamorata del migliore amico di suo fratello, che conosce da sempre e che la considera alla stregua di una sorella. I presupposti non sono dei migliori, ma un bel giorno, Giorgia decide che le cose devono cambiare…

 

Stai già lavorando al seguito: cosa dobbiamo aspettarci e cosa non? Puoi darcene un assaggio in anteprima per caso?

Non aspettatevi il romanticismo di Questione di cuore perché non ce ne sarà nemmeno un grammo. Non aspettatevi l’amore puro come quello che Giorgia provava per Alessandro perché non ce ne sarà. Aspettatevi invece passione e crudeltà, muri di paura che vanno abbattuti, caratteri difficili che vanno domati e ricerca disperata di coraggio per provare a cambiare il proprio modo di vivere; una maniera di comunicare che non comprende le parole e poi un bel po’ di scintille.

Lascerò un piccolo estratto dal punto di vista di Carlo, che però non è ancora editato, quindi potrebbero essere apportate delle piccole modifiche in seguito.

C’era qualcosa di diverso in lei, qualcosa che avevo notato sin dal primo giorno in cui si era presentata alla porta del mio appartamento. Una sensazione che me l’aveva fatta scegliere come coinquilina, mandando al diavolo tutte le altre a cui avevo già dato la parola.

C’era qualcosa in lei che mi faceva sciogliere. Che mi spingeva ad avere desideri che mai nessun’altra donna aveva scaturito.

C’era qualcosa in Annabelle di pericoloso e oscuro, meraviglioso e intenso.

C’era qualcosa in lei che mi stava facendo innamorare.”

 

Dopo le storie di Giorgia e Alessandro, di Cristian e Arianna, quale altra storia nasconde il tuo pc?

Oltre a Carlo e Annabelle, ci sono Francesco e Celeste, Federico e Veronica, Camilla e Davide, e tanti, tanti altri… Non ne elenco più perché sono troppi e passerei per pazza.

 

Tutti i tuoi romanzi hanno l’amore al loro centro nevralgico. L’amore è un eccezione che conferma la regola, una questione di cuore, l’imprevisto più bello? Come descriveresti tu l’amore?

È difficile descrivere l’amore senza dire banalità assurde. Però ogni volta che penso a questa parola o che manifesto il sentimento in tutte le forme in cui è possibile farlo, con una carezza, uno sguardo o un semplice gesto, mi ritrovo a sorridere. Quindi per me, l’amore è tutto ciò che si nasconde dietro a un sorriso.

 

Le ambientazioni dei tuoi romanzi pubblicati: Milano e Roma. Perché queste metropoli e non Cosenza, la tua città?

Non c’è nessun motivo in particolare, lascio le storie nel luogo in cui prendono vita nella mia testa. E in quel caso erano Milano e Roma. Non escludo che un giorno possa scrivere un romanzo ambientato a Cosenza.

 

Parliamo un po’ di te, Carmen. Leggi da sempre storie d’amore, e da qualche anno ne scrivi di bellissime per noi. Quando hai deciso di provarci, cosa ti ha spinto?

Ho iniziato a scrivere dopo aver finito di leggere la saga di Twilight. Il mio personaggio preferito, Jacob, secondo me non aveva avuto il giusto finale, perciò ho sentito la necessità di scrivergliene uno io. Da lì ho iniziato a scrivere Fan Fiction e poi tutto il resto.

 

Cosa fai quando non leggi e non scrivi? Raccontaci qualcosa di te Carmen!

È improbabile che io non legga e non scriva, quando non lo faccio mi sembra di sprecare del tempo. Comunque, mi piace tanto camminare nella natura, ascoltare musica e seguire qualche serie televisiva come Outlander e la nuovissima Cherry Season.

 

Qualcuno mi ha detto no al self perché senza lo scambi con l’editor non c’è arricchimento per lo scrittore. Cosa ne pensi a tal proposito?

Sinceramente non sono d’accordo. So per esperienza che lo scambio con una figura professionale arricchisce, io adoro la mia editor e ciò che ho imparato grazie a lei. Ma so anche, sempre per esperienza, che lo scambio costruttivo e obiettivo con un’altra persona (nel mio caso sono tutte scrittrici) i ragionamenti e spesso le stesse recensioni, sono oltremodo una fonte di arricchimento.

Sappiamo tutti che arrivare a una casa editrice è molto difficile, che i tempi di pubblicazione sono lunghissimi e spesso dall’esito delle vendite dipende una successiva pubblicazione; quindi se non si mina la reputazione del proprio nome in quanto “scrittore” e si rispettano i lettori offrendo testi degni di essere chiamati così, non mi sembra giusto doversi limitare e reprimere la propria passione solo per degli stupidi pregiudizi. Del resto basta farsi un giro su Amazon e abbiamo la prova concreta che ci sono dei libri bellissimi, con una struttura solida, che ci tengono incollati alle pagine. E sono Self.

 

Un libro si sa è una fonte continua di emozioni per uno scrittore fin dalla prima stesura. Come combatti l’ansia pre-pubblicazione?

Vado in giro a fare shopping, così non ci penso.

 

Non si finisce mai di credere alle favole, e il genere romance è un po’ questo che fa in fondo, o no?

Sì, credo di sì. A volte è anche un modo per fuggire alla realtà troppo crudele, per creare qualcosa che ci piacerebbe vivere, o emozioni che vorremmo provare o ricordare.

 

Scrivere a quattro mani: si, no, con chi e perché.

Direi di no, ma mai dire mai. Credo che ci voglia intesa, confidenza e una certa affinità nei pensieri per poter procedere sulla stessa linea insieme a un’altra scrittrice. Inoltre bisogna essere malleabili e tenere conto delle idee altrui, e quest’ultimo punto è quello più difficile da rispettare per me. Non perché non rispetti le idee degli altri o non mi piacciano, anzi, ma perché quando scrivo, devo procedere al buio. Nel senso che non devo conoscere lo svolgimento della storia, né la trama, nemmeno un singolo aneddoto, perché il sapere già come si svilupperà mi fa perdere l’ispirazione. Il non sapere è una condizione fondamentale affinché io porti avanti la storia. E mi rendo conto che scrivere un romanzo a quattro mani sulla base del nulla è pressoché impossibile se si deve fare in due.

 

Dai un volto cinematografo ai protagonisti dei tuoi romanzi: Giorgia e Alessandro, Cristian e Arianna.

Alessandro è Alex Libby, Giorgia è Alessandra Mastronardi. Cristian è Goncalo Textiera e Arianna è Amber Heard.

 

La domanda che non ti ho fatto e che ti aspettavi. Fatti la domanda e datti la risposta!

 

Si sa qualcosa sulla pubblicazione del seguito di Questione di cuore?

La storia di Carlo e Annabelle verrà pubblicata da Fabbri Editori nel 2017.

 

Grazie a Carmen per questa bella chiacchierata!

 

Marianna De Pilla

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Marianna De Pilla

Nata nella splendida cornice del Gargano, avvocato, speaker di Civico93.it, famosa webradio pugliese, appassionata di fotografia, ma soprattutto accanita lettrice. Su www.civico93.it conduce, fra l’altro, un programma, LIBER, che si occupa di cultura, libri e soprattutto di interviste agli autori italiani. Questo blog nasce dall’idea di creare un connubio fra radio e blog, e di sottrarvi, attraverso le parole profuse dagli scrittori, alle vostre schiavitù quotidiane. Perché leggere è libertà, esattamente come amare e sognare (cit.D.P.)

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