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Marianna De Pilla

Daniela Volontè, l’autrice dolce e sensuale dei bestseller di casa Newton

Daniela Volontè, l’autrice dolce e sensuale dei bestseller di casa Newton

Cari lettori del blog, oggi vorrei parlarvi di Non chiamarmi di lunedì, il nuovo romanzo di Daniela Volonté, uscito il 14 marzo in versione digitale e dal 24 marzo in cartaceo grazie alla Newton Compton Editori. Autrice del bestseller “Buonanotte Amore mio” e “L’amore è uno sbaglio straordinario”, Daniela torna a deliziarci con una nuova storia che catturerà a pieno la vostra attenzione.

SINOSSI

Greta vive a Milano, Patrik a Roma. Si conoscono quando lei viene ingaggiata dalla Betapharma, la società di Patrik, per occuparsi di un ridimensionamento del personale in un periodo di crisi aziendale. E lui, giovane ingegnere con possibilità di reinserirsi nel mondo del lavoro, è tra quelli destinati a essere messi in mobilità. Quando l’ipotesi diventa una certezza, oltre al posto, Patrik deve dire addio anche alla sua storia d’amore. Greta invece non riesce a troncare un rapporto che non la porta da nessuna parte: Cris, l’uomo con cui ha una relazione, ha una moglie e pare proprio non volerla lasciare. Quando Patrik, ormai fuori dalla Betapharma, decide di concedersi una pausa e andare a trovare degli amici sul lago d’Orta, il caso vuole che incontri proprio Greta, quella che aveva ribattezzato come “la Lady di ferro”…

Qui di seguito il book trailer

RECENSIONE

Chi conosce Daniela Volontè, sa tutto dei suoi romanzi e del suo stile “danieloso” (la Crusca non me ne voglia, ma dopo “petaloso” ognuno può usare “oso” come meglio crede…ed io pure, quindi!). Tutto questo per dirvi che Daniela Volontè è unica nel suo genere, è la scrittrice delle quattro esse: semplice, sensuale, sorprendente e stregante. Perché la freschezza e, al contempo, tutto il calore che emanano i suoi romanzi, ti travolgono in un vortice di emozioni senza fine. Leggere i libri della Volontè è come essere catapultato nel mondo di Alice, ovvero nel paese delle meraviglie. E’ questo l’effetto che fa questa beneamata scrittrice, ti proietta nel mondo reale dei suoi personaggi, fatto di storie di tutti i giorni, con quotidianità di problemi, un marasma di sentimenti con cui fare i conti, equivoci intriganti da cui districarsi, situazioni divertenti e imbarazzanti, momenti di alta riflessione che conducono al raggiungimento di una grande umanità. Leggendola si ride, si piange, si pensa, si sentono le farfalle nello stomaco e il formicolio di tutti i sensi.

Adesso che vi ho convinti ad acquistare tutti i libri di Daniela Volontè, anche in ordine sparso, tanto ognuno di essi è autoconclusivo, vorrei parlarvi dell’ultimo suo romanzo “Non chiamarmi di lunedì”.

Non fatevi spaventare dal titolo, mi raccomando, nessuno vorrebbe essere chiamato di lunedì, si sa. Il lunedì è la tragedia senza catarsi, l’avvoltoio sulla spalliera dell’instancabile lavoratore che punta la sveglia alle sei del mattino, il maledetto giorno che segna la fine degli sprizzi e lazzi del fine settimana. Se avesse una faccia avrebbe quella della condanna. Anche per Greta, la protagonista del romanzo, il lunedì è una giornata insopportabile, dopo ogni fine settimana focoso trascorso con il suo amico di letto Cris, la voglia di andare a lavorare è di certo pari a zero. Odia il lunedì, e questo in particolar modo! Greta, infatti, è appena arrivata alla Betapharma e insieme alla sua assistente Matilde dovranno, con la freddezza di un boia, licenziare qualcuno. I primi nomi che spuntano sono quelli di due persone che svolgono le stesse mansioni. Basterà tagliare la testa di uno dei due e il problema esubero è presto risolto. Chi però fra i due ingegneri Norberto Castelli e Patrik Perri? Il primo o il secondo di padre italiano e madre svedese? Malgrado essere delle “taglierine” (così sono state ribattezzate in azienda) sia un ruolo antipatico, stressante, e che fa venire i sensi di colpa, Greta e Matilde ironizzano su come farlo su “uno di quei vichinghi biondi con gli occhi chiarissimi e la pelle diafana”. Nel frattempo, il clima tra i dipendenti non è disteso, ognuno cerca di mostrarsi indispensabile per l’azienda, e Patrik, ancor prima di incontrarla detesta già la Rovati, una che si aggira “tra i corridoi con i suoi tailler di alta moda, guardandosi attorno con aria quasi schifata”. Insomma una stronza, che se non fosse per il ruolo che riveste passerebbe inosservata.

Sono sicura che adesso state odiando ancora di più il lunedì, ma se attendete un attimo, attraverso le parole della Volontè vi farò ricredere. Perché anche il lunedì a volte può riservare delle gioie inaspettate. Ed è quello che capita a Greta quando vede per la prima volta Patrik, altro che vichingo dalla pelle diafana, “ha la pelle color caffelatte, i capelli corti e neri. Quello che lascia senza fiato non è ovviamente il colore del suo incarnato, quanto la tonalità di azzurro degli occhi. Credo di non aver mai visto una tale miscela di sfumature in vita mia. È un uomo che non passa certo inosservato. Ma che cavolo vado a pensare… mi rendo conto di essermi bloccata come una stupida con queste scartoffie in mano. Greta concentrati! …e io resto a fissargli gli occhi come un’adolescente. Le sue iridi sono una vera calamita”. Tuttavia, nonostante le farfalle iniziano ad aggirarsi nello stomaco, Greta deve dire a Patrik ciò che lui non vorrebbe proprio sentire. Il primo incontro tra “occhi di ghiaccio” e “lady di ferro” si rivela piuttosto disastroso, volano parole grosse ed offese piuttosto pungenti da mandar giù. Non è piacevole fare la carnefice, ma nemmeno essere una vittima…a meno che il destino, con la sua matita, non disegni una realtà che superi la fantasia.

Ed è quanto fa Daniela Volontè per complicare, intrigare e per farci amare questa storia fin dalle primissime pagine, con l’unico effetto disastroso di tenerci incollate al romanzo sino a notte fonda.

Vi appassionerete, ne sono certa, a Greta e Patrik, per la forza, la caparbietà e la dolcezza della prima e per l’intelligenza, sensualità e ironia dell’ingegnere. Due individui dal passato difficile che si ritroveranno a confrontarsi, a scontrarsi, a leccarsi le ferite e a… attrarsi. Lo stesso Patrick si ripete “che la vita a volte è proprio strana e il destino si diverte un mondo a mischiare le carte sparpagliandole sul tavolo senza logica. E oggi ha deciso di farmi trovare sul tavolo la Rovati … Chissà a quale carta corrisponderà: donna, re, fante o asso… Forse jolly?” Di sicuro, la loro è una strana coppia: un’amante traditrice e un fidanzato tradito. Entrambi sono spaventati e sfiduciati e non possono che rivolgersi rispettivamente e ripetutamente la stessa domanda: “Cosa vuoi da me?”

Un ritornello, ideato per cantare egregiamente i sentimenti di un uomo e una donna, in cui facilmente può riconoscersi ognuno di noi. E’ questa la forza della magica penna targata D.V.: possiamo immedesimarci nelle storie che ci racconta, viverle con la stessa intensità ed emozione.

Sono consapevole del fatto che vorreste sapere cosa vogliono esattamente i due protagonisti, l’unica cosa che posso dirvi è che Greta e Patrik sono fortemente impauriti e scoraggiati, perché “l’amore ha una doppia faccia. Ti porta a toccare il cielo con un dito, ma ti fa tremare forte per la paura di perdere chi ami”. “Meglio rischiare di essere felici”o “non provarci affatto?” E’ questa la domanda a cui solo la lettura di “Non chiamarmi di lunedì” saprà darvi la risposta giusta.

Daniela Volontè ha dato la sua risposta all’intreccio di queste due vite così complicate. E ora le darà a me, e a voi lettori delfini curiosi, delle risposte.

 

Innanzitutto Daniela, benvenuta, nel blog Liber di LIBRERIAMO.

Daniela, quale è stata la musa ispiratrice di questo tuo nuovo romanzo?…C’entra qualcosa per caso la famosa serie TV Grey’s Anatomy?

L’idea iniziale di questa storia arriva da una delle tante notizie che hanno costellato i giornali negli ultimi anni: la crisi economica e soprattutto la crisi nel mondo del lavoro. E in seconda battuta, un grande spunto a questo libro arriva da uno degli attori in Grey’s Anatomy. Infatti per il personaggio di Patrik, il protagonista maschile, mi sono ispirata a Jesse Williams. Anzi, ti dirò di più, sono andata a curiosare la sua biografia e ho dato a Patrik le stesse origini. 🙂

 

“Cosa vuoi da me” è il ritornello di questa bellissima canzone di sentimenti che tu scrivi. Una domanda a cui spesso non si sa rispondere…e i tuoi protagonisti?

Ritengo che spesso nemmeno noi sappiamo cosa vogliamo da noi stessi. Ci sono giorni in cui ci limitiamo a sopravvivere senza sogni o ambizioni. Per i protagonisti di questo libro è la stessa cosa: si limitano a vivere una vita senza guardare avanti, oppure più semplicemente senza riuscire a staccarsi dal passato perché l’ignoto fa paura ed è più comodo ancorarsi al mondo così come lo si conosce, piuttosto che rischiare una delusione. Ma a volte bisogna superare il limite, osare, per capire che oltre quella soglia si può nascondere qualcosa di meraviglioso.

 

La copertina e il titolo non rappresentano la sostanza ma solo l’apparenza del libro. Ad ogni modo sono elementi determinanti per la strategia di marketing della vendita. Quanto sono stati difficili da scegliere?

Di norma un autore propone un titolo quando sottopone la sua opera, ma poi è lo staff della Casa Editrice che compie le scelte definitive in termini di copertina e titolo, perché ad esempio io non ho dati in mano né tanto meno gli strumenti per determinare le strategie di marketing più appropriate. In sostanza mi fido dell’operato e della professionalità di Newton Compton.

 

Anche questa volta, abbiamo una coppia, una doppia narrazione, due protagonisti complessi. Elementi nuovi e determinanti in questo romanzo?

Amo leggere libri con il doppio POV e quindi mi piace scrivere così tutte le mie storie perché a me dà un senso di completezza. Perciò questa non è una novità per coloro che si sono avvicinati alle mie storie. Altro comune denominatore tra i miei romanzi è la semplicità. Semplicità nello sviluppo della storia e semplicità nella costruzione dei personaggi. Questo libro non è diverso dagli altri sotto questi due aspetti, tuttavia forse ci sono piccole novità che possono sfuggire. Patrik è un uomo che fa i conti con i soldi che non bastano mai, che non possiede una mega villa o un conto milionario, anzi, perde il lavoro e l’unica cosa che è veramente sua è una moto acquistata a rate. Insomma, Patrik è un ragazzo normale come tanti, non ha scheletri nell’armadio, è solamente se stesso con la sua sincerità e le sue paure. Greta invece è una donna che deve mostrarsi forte anche per via del suo lavoro, ma nella vita privata le sue fragilità vengono a galla in fretta. Lei stessa è vittima della sua dualità tanto che spesso compie scelte che la fanno sembrare del tutto incoerente. E voi direte: e dove sta la novità? È questo il punto… Forse la novità è chiusa proprio nella normalità delle loro vite.

 

Daniela, so che sei timida e molto umile, ma perché leggere “Non chiamarmi di lunedì?”

Questa domanda è la più difficile! Quando scrivo il mio scopo è far trascorrere qualche ora serena alle persone perché la serenità, secondo me, è merce rara. Se qualcuno mi dice che il libro, una volta terminata la storia, ha fatto spuntare un sorriso, allora in questo caso ho raggiunto il mio massimo obiettivo.

Perché leggere “Non chiamarmi di lunedì”? Forse per scoprire che in fondo quel che leggiamo in un libro, per una volta, non è tanto distante dalla nostra quotidianità… Magari basta imparare a guardare quello che ci circonda con occhi nuovi.

Ti ringrazio tantissimo per il tempo che mi hai dedicato.

GRAZIE A TE DANIELA!

 

Sentite cosa dicono alcune autrici sul perché leggere “Non chiamarmi di lunedì”

Patrisha Mar: “Perché è scritto da un’autrice che sa narrare con il cuore e l’anima.

Giulia Ross: “Perché leggere “Non chiamarmi di lunedì?” Semplice: Daniela Volontè è meravigliosa, le sue storie hanno emozionato tantissime persone e sono certa che la storia di Greta e Patrick non sarà da meno. Sei grande Daniela!

Sylvia Kant: Perché i suoi romanzi sono il riflesso della gentile, umile, disponibile e bella persona che è Daniela. Leggo pochissimi romance, ma i suoi libri, per me, sono sempre fonte d’ispirazione e di immense emozioni. E per far provare emozioni a una vecchia scorzaccia dura come me, t’assicuro che ce ne vuole! Ammiro e invidio il suo modo di scrivere, come trasmette i sentimenti, con quelle pennellate continue e ininterrotte, come un flusso di calda energia che raggiunge ogni cellula, ogni sinapsi, facendola rabbrividire di un piacere così intenso da diventare, a tratti, estasi. Però, ogni tanto (basta ogni tanto)… TIRATELA UN PO’ DANIELA CHE SEI BRAVISSIMA!!!

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Commenti
  • Daniela Volonté

    Credo di non avere parole… Cioè ne avrei, perché questa recensione è assolutamente meravigliosa, ma temo di scrivere delle banalità… Marianna, dire che ti sono sgrata per quello che hai messo insieme in questo bellissimo articolo, è poco.
    Grazie di cuore.

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Marianna De Pilla

Nata nella splendida cornice del Gargano, avvocato, speaker di Civico93.it, famosa webradio pugliese, appassionata di fotografia, ma soprattutto accanita lettrice. Su www.civico93.it conduce, fra l’altro, un programma, LIBER, che si occupa di cultura, libri e soprattutto di interviste agli autori italiani. Questo blog nasce dall’idea di creare un connubio fra radio e blog, e di sottrarvi, attraverso le parole profuse dagli scrittori, alle vostre schiavitù quotidiane. Perché leggere è libertà, esattamente come amare e sognare (cit.D.P.)

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