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Marianna De Pilla

Francesca Baldacci, una scrittrice da favola

Francesca Baldacci, una scrittrice da favola

Francesca Baldacci scrive da sempre. Autrice di racconti per svariate riviste femminili, ha un passato come sceneggiatrice Disney e giornalista sportiva. Vacanze da Tiffany è stato un caso fortunatissimo di self-publishing digitale, e l’ebook della scrittrice ha scalato le classifiche di Amazon, rimanendo per diversi mesi nella Top 100 e conquistando migliaia di lettrici. Ecco perché la casa editrice Sperling & Kupfer ha deciso di acquistarne i diritti e di pubblicarlo. Un romanzo unico ed immortale, che ha la forza di non seguire le mode del periodo ma, allo stesso tempo, rimane sempre attuale. Perché l’amore, quello vero, è eterno.

La parola alla scrittrice, a cui do un caloroso benvenuto!

 

Ci sono svariati modi di reagire a un fidanzato che ti lascia. Per Angy, che ha un caratterino pepato, quello migliore è mettere in atto una degna vendetta, tanto per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Una volta tamponato l’orgoglio ferito, può pensare davvero di voltare pagina. E quale modo migliore di farlo se non con una vacanza? Ma non una qualsiasi, perché serve qualcosa che tenga impegnati corpo e mente. Così Angy decide di trascorrere la stagione estiva all’hotel Tiffany, un graziosissimo albergo sulla Riviera delle Palme di proprietà delle infaticabili zie Camilla e Gisella. Raccontaci meglio questa storia, Francesca!

Angy è una ragazza come tante, ma con un certo caratterino. Quella che ho descritto è una donna d’oggi, insomma, e non una… superdonna. Una persona, cioè, nella quale tutte noi possiamo riconoscerci: capace di arrabbiarsi (molto), di vendicarsi (e per questo penso che molte lettrici facciano il tifo per lei, abbandonata dal proprio ragazzo) e di sognare. È una ragazza romantica, ma possiede anche la forza di… prendersi un po’ in giro. Ha sofferto, però: e fa fatica a risollevarsi. Comunque ci prova, per questo parte per una vacanza non-vacanza: al mare, ma per aiutare le zie, che le vogliono bene. E che le saranno di grande aiuto in questa sua rinascita.

 

Da dove nasce l’idea di Vacanze da Tiffany…raccontaci tutti i retroscena fino ad arrivare alla stesura finale del romanzo.

“Colazione da Tiffany” è sempre stato, per me, il “film del cuore”. Proprio per questo mi incuriosivano i molti romanzi, usciti di recente, che recavano nel titolo la parola “Tiffany” e una cover che lo ricordava. E invece, leggendo la sinossi, che delusione! Il vuoto assoluto, non una riga dedicata al celeberrimo film. Per questo ho deciso di scrivere un romanzo che fosse un omaggio a una delle pellicole più amate di tutti i tempi. Tiffany è il nome dell’albergo dove Angy si rifugia, ed è stato così chiamato dalle zie che hanno amato immensamente “Colazione da Tiffany”. Ho reso questa storia molto “mia” parlando anche della Riviera delle Palme (che frequento, sia pure con vari intervalli, da quando avevo dodici anni) e degli anni Sessanta, che continuano ad avere un fascino assolutamente speciale, e presa anche sui giovanissimi, perfino oggi.

 

“Vacanze da Tiffany”, ispirato al celeberrimo film “Colazione da Tiffany”, oltre ad esserne un omaggio, ne ricalca l’atmosfera anni ’60, la bellissima musica dell’epoca, lo spirito vivace e romantico e i due protagonisti. Le zie, Camilla e Gisella, l’anima dell’albergo in cui si svolge la vicenda, a chi sono ispirate invece?

Camilla e Gisella in realtà erano due cugine di mia madre, entrambe di Cremona. Ma sono ispirate comunque proprio a lei, alla mia mamma, sia pure così diverse per carattere. Gisella è più “peperino” come la nipote, Camilla è più pacifica e romantica. Sono complementari. Mia madre sapeva essere dolce, ma anche decisa. So che questi due personaggi sono piaciuti molto. Le prime editor di “Vacanze da Tiffany” alla Sperling & Kupfer avrebbero voluto… “farsi adottare” dalle zie di Angy!

 

In un periodo storico dove va di moda scrivere almeno una scena hot nei propri romance, “Vacanze da Tiffany”, va controcorrente. La tua Angy è una peperina, e la tua penna lo lascia immaginare, ma niente scene erotiche nel tuo romanzo. Perché secondo te vi è invece questa necessità, sia da parte degli scrittori che dei lettori, di parlare di erotismo?

Sicuramente questo è dovuto al grande successo delle “50 sfumature”. A questo punto bisognerebbe chiedersi, allora, come mai questo libro della James ha riscosso così tanto successo, e una risposta non l’avrei. Personalmente non seguo le mode, scrivo solo quello che sento, senza farmi condizionare da chicchessia. Oltre tutto sono convinta che seguire le mode in campo artistico e non sfruttare la propria vena creativa significa non avere nulla di interessante da dire.

Dal self alla casa editrice Sperling & Kupfer. Come scrittrice cosa ti senti di consigliare a chi è al suo esordio? E’ meglio comunque partire dal self o inviare i propri manoscritti e aspettare risposte dalle case editrici?

In questo periodo nel mondo editoriale c’è una grande confusione. È in continua evoluzione. C’è chi consiglia una via, chi un’altra. Quando è uscito “Vacanze da Tiffany”, dopo pochi giorni di Top 100 su Amazon sono stata contattata dalla casa editrice, adesso le cose sono già molto cambiate. Dunque non saprei che cosa consigliare: credo che nemmeno le stesse case editrici di maggior rilievo abbiano idea di che cosa le aspetti in futuro!

 

Hai un passato come giornalista sportiva…di preciso a cosa ti dedicavi?

Per quattordici anni, dal 1986 al 2000, ho intervistato i più grandi campioni della serie A, per una rivista mensile di calcio che si chiamava “Goalflash”. Dal momento che si trattava di un mensile e non di un quotidiano, dovevo stare molto attenta alle domande, potevano essere fuorvianti! Dunque in genere puntavo molto sul personaggio e meno sull’attualità. Tra i tanti personaggi che ho intervistato, Paolo Maldini, Roberto Baggio, Marco Van Basten, Walter Zenga, Javier Zanetti, Ruud Gullit, Antonio Cabrini, Gigi Buffon, Jurgen Klinsmann, Lothar Matthaeus.

 

Sei stata anche sceneggiatrice Disney. Puoi deliziarci con qualche ricordo che ti sta più a cuore?

Per diventare sceneggiatrice Disney (ho sceneggiato parecchi fumetti della rivista “La Sirenetta”, in voga fra le bambine negli anni Novanta) ho frequentato un corso di scrittura creativa all’Accademia Disney, riservato a chi già possedeva un’esperienza in campo editoriale, tenuto da Alessandro Sisti. Eravamo una decina, si respirava un bel clima, e siamo rimasti amici anche in seguito. Vivere “da vicino” la realtà del colosso americano, fatto di magia, è stato davvero irripetibile. Ho conseguito poi un diploma di frequenza. Fantastico!

 

Dopo VACANZE DA TIFFANY, hai continuato la tua attività di scrittrice di romanzi. “Ciao Luca, una storia d’amore alla rovescia” è stato pubblicato a febbraio. Questa non è una storia d’amore come le altre. È una storia d’amore alla rovescia, che inizia dalla fine, ed è una fine tragica. Mi fa pensare al film “Il curioso caso di Benjamin Button” o alla storia narrata e filmata in The Scientist, famosa canzone dei Coldplay. Sono loro ad averti ispirata o cosa? Dicci un po’ della musa e di questa incredibile storia.

“Ciao, Luca” è un romanzo da me scritto nel 1975, quando avevo solo diciassette anni, e sui banchi di scuola: ispirato, fra l’altro, ai personaggi del mondo della letteratura e della filosofia che avevo “conosciuto” al quarto anno di liceo. Infatti proprio alla mia scuola ho voluto dedicarlo! Tra i miei cosiddetti “romanzi giovanili” è stato quello che più mi è rimasto nel cuore e per questo l’ho voluto riprendere tra le mani, sistemarlo e consegnarlo alle stampe. Prima ha visto la luce con un’agenzia letteraria tedesca, la Chichili Agency, e adesso è in ebook autopubblicato. So che le lettrici preferiscono le storie a lieto fine. Ma il personaggio di Luca, classico bello e dannato, ha un suo gran fascino. E comunque il finale regala speranza.

 

“Una casa per Sissi: una storia d’amore e musica” è il tuo ultimo romanzo self. Che storia è questa e perché leggerla?

Anche “Una casa per Sissi” appartiene al passato. La scelta di autopubblicarlo mi è venuta perché qualche tempo fa avevo trovato sul web una specie di recensione fatta in un blog di libri, da parte di una lettrice che lo aveva scoperto per puro caso. Di fatto è uscito nel marzo 1981 per la collana “I Rosa Mondadori”, ma è attuale anche oggi: narra la vicenda di una ragazza, Sissi, che lascia la casa paterna per seguire il fratello che vuole tentare l’avventura in città, lavorare senza appoggi familiari; l’incontro con una rock band e in particolare con il fascinoso tastierista di colore non vedente, lo scontroso Lou, di cui lei si innamora perdutamente, le rivoluzionerà la vita. Perché leggere questa storia? È più “classica” rispetto a “Ciao, Luca”, e ideale per chi ama la musica vista da vicino. Lou però non è un personaggio famoso, ma un uomo che suona più per passione, con i suoi amici.

 

Scrivi anche per svariate riviste femminili… dicci un po’…

Scrivo per riviste femminili a tiratura nazionale dal 1979, con alcuni intervalli. Dal 1997, però, per due riviste in particolare (si può dire? Intimità e Love Story). In molti sostengono che scrivere per le riviste sia limitante, io sono di parere contrario. Cercare idee sempre nuove, spunti diversi, è alquanto stimolante, inoltre c’è più libertà di quel che si immagini: anche perché qui conta più l’idea particolare e originale, rispetto al “già visto” che generalmente ricorre nei romanzi d’amore che vanno per la maggiore. A livello di argomenti, inoltre, si può spaziare molto di più. Per le riviste finora ho scritto, oltre a una quantità infinita di racconti, anche un centinaio di romanzi brevi, e una dozzina di romanzi a puntate. I miei racconti più datati sono raccolti in alcuni ebook che ho intitolato “Come eravamo”, perché scritti negli anni Ottanta.

E ora qualche domanda per conoscerti meglio:

Quando non scrivi e non leggi, cosa ti piace fare Francesca?

Mi piace occuparmi della mia famiglia. Sono sposata da 33 anni e mezzo, e mamma di due ragazzi di 25 e 15 anni. Ma adoro anche ascoltare musica: in particolare proprio quella citata da “Vacanze da Tiffany”. Inoltre tra i miei artisti preferiti ci sono senz’altro gli U2.

Il tuo romanzo preferito, il primo che hai letto e quello che non hai mai finito di leggere.

Non ho “un” romanzo preferito, ma tanti, quelli della mia scrittrice preferita, la grande Brunella Gasperini, mai abbastanza rimpianta, l’antesignana dell’ironia per eccellenza. Ogni anno ne rileggo almeno uno. Le sue storie fanno sorridere e commuovono. Se proprio devo sceglierne uno, tra i tanti, direi “Le note blu”.

Il primo libro che ho letto? Ero una bambina e non ricordo. Forse “Priscilla” di Giana Anguissola.

E… ho sempre finito di leggere tutti quelli che ho cominciato: trovo che sia una pessima abitudine di oggi, dettata dall’impazienza, quella di “lasciarli a metà”, perché potrebbero sempre riservare sorprese. A meno che si tratti di romanzi scritti con grossolani errori ortografici, si capisce: ma in questo caso però non li considererei nemmeno libri.

Scrivere a quattro mani, pubblicare un thriller, sceneggiare un tuo romanzo. Faresti tutto ciò?

Per il momento non me la sentirei, di scrivere un libro a quattro mani. Ma… chissà, in un futuro tutto può essere. Pubblicare un thriller? Può essere. In passato, da ragazzina, mi divertivo a scrivere gialli. E ne ho uno nel cassetto. Sceneggiare un mio romanzo? Se me lo chiedessero, perché no?

Grazie al web, oggi molti hanno la possibilità di pubblicare le proprie storie e di farsi conoscere. Non si rischia troppo qualunquismo e svariate illusioni, secondo te?

Sì, sono d’accordo. Ormai c’è una tale confusione nel mondo editoriale che si fa fatica a raccapezzarsi: diventa difficile scoprire chi sono i veri scrittori. Tutti vogliono scrivere tutto. Anche perché molti sono gli aspiranti che credono di “arrivare” solo grazie al sostegno, magari, di svariati blog, di amici compiacenti, ma non hanno i mezzi. Oggi poi con la trappola dei corsi di scrittura creativa, molte persone credono di acquisire queste capacità seguendone qualcuno: e dimenticando il talento artistico, che non è da tutti, invece, ed è indispensabile per essere scrittori veri.

Se fossi un personaggio di un romanzo chi saresti?

Vuoi proprio la verità? Nessuno! O meglio, sono io a calarmi nella protagonista dei miei romanzi volta per volta, anche se non del tutto…

La colonna sonora di Francesca Baldacci scrittrice e perché.

Se intendi musiche da ascoltare mentre scrivo, nessuna, perché preferisco il silenzio totale, almeno ora. Da ragazza invece scrivevo proprio a suon di musica, avevo delle vere e proprie compilation che mi creavo apposta.

Che lettrice sei?

Mi concentro sulle letture delle riviste, perché questo è il mio lavoro, poi leggo sempre qualcosa di “extra”, e in particolare dei miei autori preferiti, specie se amici: Laura Schiavini e Diego Galdino in primis. Mi scateno però in vacanza: sono capace di portare con me sette-otto libri che leggo quasi insieme, per la smania che ho! Leggo anche molti classici: sono una base indispensabile.

I tuoi prossimi progetti “librosi” da scrittrice

Ne ho tantissimi: dal sequel di Tiffany a diversi altri romanzi sullo stesso genere che ho già nel cassetto, e devono essere solo rivisti. Più un sequel anche del mio primo ebook autopubblicato, “Il principe della notte”, che è forse il romanzo più pazzerello che abbia mai scritto. Altri progetti sono nella mia mente e devo solo trovare il tempo di sistemarli a dovere. Per non parlare dei romanzi che pubblico regolarmente per le riviste, e che mi danno davvero molte soddisfazioni…

La domanda che ti aspetti sempre e non ti fanno mai nelle interviste. Se vuoi fatti la domanda e datti la risposta.

Vediamo… quale dei personaggi maschili del mio “Vacanze da Tiffany” preferisco? Giulio o Renato? Bene, vediamo: Giulio è l’uomo misterioso e romantico; Renato è l’uomo pieno di spine e contrasti. Io voglio bene a entrambi. E non ho preferenze!

Un pensiero per i tuoi lettori e per i lettori del mio blog

Anzitutto grazie per l’ospitalità, è stato un grande piacere per me questa bellissima chiacchierata, con tante domande a cui ho risposto molto, molto volentieri, e che mi hanno permesso di esprimermi e di farmi conoscere meglio. Un grande abbraccio a te, Marianna, e un bacione. E un caro saluto affettuoso ai lettori del tuo blog, che spero possano diventare, come te, anche miei lettori!

GRAZIE FRANCESCA per essere stata ospite di questo spazio su LIBRERIAMO!

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Marianna De Pilla

Nata nella splendida cornice del Gargano, avvocato, speaker di Civico93.it, famosa webradio pugliese, appassionata di fotografia, ma soprattutto accanita lettrice. Su www.civico93.it conduce, fra l’altro, un programma, LIBER, che si occupa di cultura, libri e soprattutto di interviste agli autori italiani. Questo blog nasce dall’idea di creare un connubio fra radio e blog, e di sottrarvi, attraverso le parole profuse dagli scrittori, alle vostre schiavitù quotidiane. Perché leggere è libertà, esattamente come amare e sognare (cit.D.P.)

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