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Marianna De Pilla

Giulia Ross, un’autrice raffinata tutta da scoprire

Giulia Ross, un'autrice raffinata tutta da scoprire

Cari lettori e non del blog, oggi porterò alla vostra attenzione tutto ciò che dovete sapere su Giulia Ross, giovane e raffinata autrice della Newton Compton. Dopo il successo dello straordinario “Ho scelto te”,  lunedì 4 aprile è uscito in ebook il suo ultimo romanzo, “Una notte per non dimenticarti”, ed io ho avuto il grande piacere di leggerlo in anteprima. Ringrazio per questo, Giulia Ross in primis, insieme ad Antonella Sarandrea e Simona del Pinto. La mia intenzione oggi è quella di farvi rapire completamente da questa storia assai intrigante e originale.

SINOSSI

Sylvia è a un congresso in Germania quando conosce un uomo affascinante e misterioso, da cui rimane folgorata. I due trascorrono insieme la serata e poi una notte di passione, che in Sylvia lascia un segno indelebile. Il giorno dopo, l’uomo sembra svanito nel nulla. Sylvia cerca informazioni su di lui, ma non riesce a ottenerne neanche una. Sarà a Vienna che lo incontrerà di nuovo, scoprendo, con sua grande sorpresa, che Raphael Saitō è il marito di Marian Stoffler, una luminare della ricerca scientifica con la quale Sylvia ha iniziato a collaborare. L’attrazione è forte e reciproca e per Sylvia Raphael rappresenta una tentazione costante. Quello che la ragazza ancora non sa, è che…

RECENSIONE

Fin dove si è disposti a spingere per amore? A quale parte di noi stessi si è inclini a rinunciare, perdendo il lume della dignità? Chi ha già letto Giulia Ross sa che non possiamo darci più per scontati, che in realtà non ci conosciamo poi così bene, e in una situazione determinata e circostanziata saremmo capace di non riconoscerci più. E’ questa la forza descrittiva dei suoi romanzi, una spinta sull’acceleratore senza freni…inibitori! Le sue storie, adrenaliniche e sensuali, raccontate con leggiadria e raffinatezza, hanno un gusto inconfondibile come i migliori cioccolatini di Torino. Una volta saggiati, sai che quei libri portano, inevitabilmente, il marchio Giulia Ross. Non aspettatevi note stucchevoli, o bdsm estremo, situazioni noir che nemmeno nei peggiori bar di Caracas. Giulia Ross è tutt’altra musica! In particolare, in “Una notte per non dimenticarti”, l’ultimo nato in casa Ross, l’amore raccontato è complesso, intenso, “stravolgente” talvolta persino incomprensibile per i più inquadrati; l’erotismo ha le sue 50 e forse più sfumature variopinte; e il noir diventa il risultato di meccanismi incastrati come i singoli pezzi di un puzzle. Nulla è scontato, consueto, già sentito. Si tratta di un intreccio ben articolato, che si dipana solo alla fine del romanzo, quando tuttavia, con grande maestria, l’autrice lascia tutti perplessi e a bocca aperta, e con una domanda accecante come un insegna luminosa: “E adesso?”.

Partiamo dall’inizio… Sylvia, è una giovane ricercatrice e fra le sue tante stranezza, ha quella di scrivere poesie sulle persone che incontra per la prima volta. E’ volitiva, coraggiosa o forse incosciente?!? E ha un sogno che si sta per realizzare: fare il suo post doc con la professoressa Marian Stoffler. Tuttavia non sa che questo suo sogno prestissimo si trasformerà nel suo peggiore incubo, o meglio in qualcosa che stravolgerà completamente la sua esistenza. I suoi capi saldi, i suoi credo, i suoi valori si smaglieranno come fili di un collant! Galeotto fu il caffè, due occhi verdi allungati, un elegante completo blu taglio maschile, e un sorriso da ragazzino innocente che infiamma. Complice l’atmosfera ballerina e scambi di sguardi famelici, e “Una notte per non dimenticarti” fa il suo ingresso ineluttabile! Per rendervi l’idea, lascio la parola all’autrice: “Il suo bacio mi travolse come l’onda del mare con la sabbia. Si muoveva con forza e il calore della sua bocca ben presto mi infiammò a tal punto da bruciare tutta l’aria che avevo nei polmoni. Cercai di respirare e lo abbracciai. Feci scorrere le mie mani sulla sua schiena sentendo i muscoli tendersi al mio tocco. Non mi importava, in quel momento non sapere niente di lui, della sua vita, della sua anima. Non mi importava di nulla. Volevo solo che mi stringesse così forte da unirmi a sé fino ad essere una cosa sola”.

E dalle fiamme della passione al gelo della scoperta, il passo è breve. Quell’uomo, il lupo affamato dal sorriso illegale, altro non è che il dottor Raphael Saito, marito di Marian Stoffler. L’aveva immaginato di rincontrarlo chissà in quanti modi e con tali risvolti animosi, ma Sylvia al risveglio dovette rendersi conto che quello era l’uomo più inaccessibile della terra. Colui che nella sua fantasia più recondita rappresentava il sogno proibito ora, con questo assurdo scherzo del destino, diventa solo proibito, senza sogno. La realtà si sa, supera di gran lunga la fantasia, e l’incontro triangolare Sylvia-Raphael-Marian cambierà per sempre le loro esistenze, in un turbinio di emozioni ed eventi sopra le righe.

Non posso andare, perché nelle mie recensioni non faccio spoiler per non togliere il gusto, a voi lettori, di scoprire la scrittura ineguagliabile di Giulia Ross, e la originalità dei suoi libri. Posso solo dirvi che la bellezza di questo romanzo risiede nel coniugare elementi così variegati e contrastanti fra loro come la scientificità del posto di lavoro con l’irrazionalità dei sentimenti, gli ambienti freddi e asettici dei laboratori con le fiamme di posti infernali come Villa delle Rose; i mascherini sterili con le mascherine “segrete”, i gruppi di ricerca ARCEM con i gruppi di “alla ricerca del piacere”; ruoli di facciata e scambi di ruoli, coppie sulla carta, coppie di fatto e coppie sotto le lenzuola o sui divani. Per rendere meglio l’idea agli appassionati di pellicola, una sorta di ambiente alla Grey’s Anatomy/Dottor House fuso con Eyes wide shut, ed elementi noir dei film ispirati ai romanzi di Agatha Christie. Spero di avervi incuriositi parecchio, al punto di correre alla velocità di Flash ad acquistare questo romanzo, che credetemi, vale proprio la pena di essere letto!

E ora sfiziatevi con qualche curiosità con cui ci delizia l’autrice stessa!

 

INTERVISTA ALL’AUTRICE

Giulia, anche in “Una notte per dimenticarti” ritroviamo il triangolo “amoroso”, che secondo quanto afferma Aldo Musci, autore di “Tutte le mafie del mondo” è una figura perfetta, anche se conflittuale, e rappresenta, dunque, il baricentro del genere noir. Cosa ti affascina dei triangoli tanto da riportarli nei tuoi romanzi?

Sono sempre stata colpita dalle storie “triangolo”. Una parte di me è affascinata dalla complessità e anche dall’imprevedibilità della storia quando gli elementi in gioco sono tre. Spesso non è solo l’amore (che è già una grandissima variabile) ma anche l’amicizia che viene toccata, e le due si mescolano e generano un vero tornado… La lotta dentro e fuori di sé ruota attorno a tre vertici aumentando la sensazione di farfalle nello stomaco, lo smarrimento, o spesso la paura, tutto insieme. Devo confessare però che “Ho scelto te” e “Una notte per non dimenticarti” non sono nate sulla base di una decisione ben ragionata di voler scrivere di un “triangolo”, ma entrambe le storie si sono materializzate spontaneamente, influenzate dal mio inconscio così affascinato dal numero 3!

 

Diciamolo, pure, questo non è il solito romanzo erotico, o erotic suspance. Come lo definiresti?

Sono una frana nelle definizioni… Credo che “Una notte per non dimenticarti” sia un romanzo erotico un po’ fuori dalle righe, con un piccolo tocco di suspance, che però rimane nascosto tra le pagine del libro fino quasi alla fine della storia… e con una sfumatura di noir (per fare una citazione “librosa”!)

 

Questa storia, carica di erotismo, suspance, e anche alcuni elementi di noir, da dove trae spunto? Tanto per capire, sono curiosa di sapere come funziona la tua fantasia scribacchina…Delucidami!

La mia fantasia è un interruttore che si attiva quando vuole lei, e nei momenti più improbabili! La storia  di “Una notte per non dimenticarti” nasce a un vero congresso EMBL a Heidelberg, dove sono stata insieme a un caro amico e collega (Mariano, che ringrazio alla fine del libro). Ricordo che avevo una flash presentation (ovvero: presenta il tuo progetto in 90 secondi) e che ero tesissima, come Sylvia all’inizio del libro. Lì ho “incontrato” le due persone che hanno ispirato i personaggi di Marian e Raphael. Marian è ispirata a una professoressa statunitense che sono rimasta ad ascoltare con grandissimo piacere: una persona appassionata, decisa, che parlava di scienza come se fosse la sua migliore amica e che soprattutto valorizzava in ogni parola il lavoro dei suoi collaboratori e studenti. Raphael invece è ispirato a un medico ricercatore: un uomo elegantissimo, che parlava ai congressisti in maniera fredda e professionale, incutendo un bel po’ di soggezione. La scena della serata danzante con DJ Kevin è realmente avvenuta: mentre tutti noi sudavamo sette camicie ballando, lui “Raphael” rimaneva in giacca e cravatta, muovendosi con disinvoltura, danzando in un modo tutto suo. Ecco, in generale, sono le persone e la musica a accendere  una storia nella mia testa e, quando succede, ovunque io sia, devo fermare tutto e dare retta alla mia amica “scribacchina”!

 

I tue due romanzi, da un certo punto di vista, somigliano al caldo freddo, un gustoso dolce siciliano – [un morbido biscotto (o pan di spagna) imbevuto di liquore (ruhm), tanto gelato (al caffè, nocciola, bacio o pistacchio), abbondante panna e infine un altro strato di pan di spagna . Il composto è poi ricoperto da caldo cioccolato fondente fuso. Dall’unione di questi ingredienti, caldi e freddi, il caldo freddo origina il suo nome.]. – Vi è infatti da un lato un ambiente freddo, come i laboratori di ricerca in cui lavorano i tuoi protagonisti, e dall’altro tutta la “scioglievolezza” erotica dei loro rapporti. E spesso, specialmente, in “Una notte per dimenticarti” i personaggi che descrivi hanno una vita di facciata e una riservata, e sono pieni di scheletri nell’armadio. Questi contrasti sono studiati ad hoc o, visto che sei una biologa, conosci bene l’ambiente e ne trai spunto?

In parte c’è sicuramente una componente del mio lavoro: dietro ogni fenomeno, risultato, esperimento c’è sempre qualcosa nascosto che aspetta di essere trovato. Ma più in generale, nella mia piccola esperienza di vita, mi sembra che la persone abbiano sempre più paura di mostrare il loro lato più fragile, nel privato ma soprattutto in ambito lavorativo. È come se si dovesse dare una parvenza di “linearità” della propria vita, dove tutto è come ci si aspetta e dove i propri drammi, le passioni, i sentimenti restano relegati in un angolino stretto del proprio cuore, perché quasi “pericolosi”. La mia è solo una personale impressione, ma è sicuramente la “necessità di doversi nascondere” uno dei sentimenti che mi ha guidato nella scrittura di “Una notte per non dimenticarti”.

 

Tornando al romanzo,  i personaggi e le situazioni descritte nel tuo ultimo libro, sono mossi, seppure in modo completamente differente, dall’amore: sano, malato, perverso, inspiegabile, difficile, triangolare.

Credi davvero che l’amore sia la chiave di tutto?

La parte più “Romantica” di me ci crede fermamente, ma quella più razionale sa che ci sono altre “chiavi”. Quello di cui sono davvero certa è che l’amore è una forza straordinaria, capace di farti toccare le vette più alte del cielo e allo stesso tempo di trascinarti negli abissi più profondi dove spesso si arriva a non riconoscersi più.

 

Approfitta di questo spazio per farti pubblicità: Perché leggere “Una notte per non dimenticarti”?

Sono brava nel farmi pubblicità tanto quanto nel formulare definizioni!

Scherzi a parte, spero che questa storia possa trasmettere agli altri le emozioni che io ho provato nel pensarla e nello scriverla. Ringrazio tutte le persone che vorranno darmi una possibilità facendo un piccolo viaggio nella mia fantasia!

 

DICONO DI GIULIA ROSS E DEI SUOI ROMANZI:

 

La sua scrittura ha sedotto migliaia di lettrici

 

I libri di Giulia mi ispirano tantissimo, per la trama e per l’originalità delle sue storie, ma soprattutto perché Giulia mi ha sempre dato l’impressione di essere una persona dolcissima… Oltre ad avere un gran cervello da scienziata (Daniela Volontè)

 

Marianna De Pilla

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Marianna De Pilla

Nata nella splendida cornice del Gargano, avvocato, speaker di Civico93.it, famosa webradio pugliese, appassionata di fotografia, ma soprattutto accanita lettrice. Su www.civico93.it conduce, fra l’altro, un programma, LIBER, che si occupa di cultura, libri e soprattutto di interviste agli autori italiani. Questo blog nasce dall’idea di creare un connubio fra radio e blog, e di sottrarvi, attraverso le parole profuse dagli scrittori, alle vostre schiavitù quotidiane. Perché leggere è libertà, esattamente come amare e sognare (cit.D.P.)

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