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Marianna De Pilla

Marion Seals: autrice colta, raffinata e ad alto contenuto ironico

Marion Seals: autrice colta, raffinata e ad alto contenuto ironico

C’era una volta una lettrice compulsiva, che viveva e vive ancora in Sardegna con il marito, due figli e una tartaruga di nome Dago. Da brava psicologa ha sempre amato tutto ciò che è diverso e detestato tutto ciò che è troppo ‘normale’. Un giorno si è svegliata e ha deciso di scrivere un libro. Un urban fantasy. Nasce così La Serie The dark side, “Dominio”, seguito da “Cospirazione”. Prossimamente “Rivoluzione”, terza e ultima della serie. Adesso è in tutti gli store digitali con un romance, “Big Apple”, primo volume autoconclusivo della Serie Living NY. Un romance che sta spopolando sul web, per la sua trama intricata, per i suoi personaggi delineati, diversi e variegati, per quel binomio degli opposti che si attraggono e ne combinano di tutti i colori, amandosi e detestandosi. Il tutto incorniciato con un linguaggio, colto, ironico, e molto raffinato. Una storia, non consueta, mai banale, che vi terrà svegli fino a notte fonda perché non ne avrete mai abbastanza. Questo e molto altro è Marion Seals, che oggi vi presento.

 

Dora e Lex. Assistente personale e grande capo. Giovane e ambiziosa, lei, miliardario e casanova, lui. Sì, è vero gli stereotipi ci sono tutti, e… no, amici radioascoltatori, non è un romance come quelli che avete letto finora. Cosa c’è di diverso, Marion?

Credo che la risposta sia ironia e realismo. Il mio miliardario non è uguale agli altri, credo di essere riuscita a dargli una connotazione più reale, un uomo come gli altri, questo è Lex prima di tutto, ma con tanti soldi. Ho sempre odiato identificare le persone con singoli attributi, sono alla base dei pregiudizi. Fedora è forte e con valori saldi, non sviene di fronte a Lex ed è consapevole di se stessa. Anche questo credo che sia piaciuto, una donna che sa quello che vuole e se lo prende.

 

Big Apple. Titolo curioso per una serie già ribattezzata Living NY. Perché questo nome, allora? C’è qualche significato recondito che ci sfugge?!?

In realtà la mela non è riferita direttamente a NY anche se può sembrare la risposta più logica. Il riferimento è più ad Adamo ed Eva. Fedora offre a Lex la mela della consapevolezza di un mondo e di un modo di essere diversi, che lui – come un novello Adamo – non ha mai davvero visto. Quindi una mela nel suo significato originario di comprensione di un qualcosa che fino ad allora è stato come celato, si alza il velo di Maya, per dirla alla Schopenauer, tra il mondo come lo vedeva Lex e il mondo come è in realtà, complesso, variegato, esigente, totalizzante, emozionante, impossibile da controllare. E mi pare che si sia capito Lex ha un leggero problema con il controllo.

 

Dora vorrebbe Twittare: #stronzopezzodimerdachetupossacrepareora….eppure quando si ritrova a casa di Lex pensa: “Lo guardo per la prima volta da quando sono entrata, lo guardo davvero. È bello da togliere il fiato, sexy come il demonio e, a mio parere, pericoloso come un serpente a sonagli. Sono davvero orgogliosa di me, sapete? Perché l’idea di andare da lui, slacciare quella ridicola cravatta, far saltare i bottoni della camicia e affondare il naso sul suo petto, non mi ha neanche sfiorata. Così come non sto pensando al suo odore che deve essere perfetto, un mix di pulito e maschio da far perdere ogni freno inibitore e portare i livelli ormonali verso picchi da ricovero. Meno male che questi pensieri non mi sfiorano neppure, no davvero.” Questo mentire a se stessi, di Dora ma anche di Lex, che è un po’ il leit motiv della storia, perché è così frequente secondo te tra i comuni mortali?

Ognuno di noi cerca sempre di proteggere il proprio Ego dagli attacchi esterni che possono minare l’equilibrio e le sicurezze. Spesso per evitare delusioni e non essere respinti, facciamo peggio della volpe, ossia non facciamo neanche un tentativo di raggiungere l’uva. Dora e Lex non fanno eccezione a questa regola.

 

In Big Apple non ci sono solo Dora e Lex e i loro sentimenti altalenanti. Ci sono molti altri personaggi, tutti caratterizzati alla perfezione, e tante tematiche affrontate, dal razzismo al bullismo, al potere capitalista ai buoni valori fino ad affrontare il tema della adozione. Chi ha diritto di adottare, secondo te?

Chiunque sia in grado di dare amore, sicurezza e futuro. Io sono convinta che i bambini abbiano solo bisogno di qualcuno che li ami, loro sì che non hanno pregiudizi e percepiscono la diversità come qualcosa di bello e prezioso, non come qualcosa dalla quale difendersi. Stiamo lì a tentare di dimostrare che esiste un normale, ma in realtà è solo un’illusione, pericolosa per giunta, perché non fa altro che generare ostilità e odio verso chi noi reputiamo non normale, quindi diverso. Non capisco come si possa credere che il tentare di acquisire i miei stessi diritti sia per forza un’azione atta a togliermi qualcosa, ciò va al di là della mia comprensione.

 

Big Apple è il primo della serie Living NY…cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi due romanzi? C’è qualcosa che puoi anticiparci?

Il prossimo sarà dedicato a due coppie, Ryons e Charlotte e Randy e Finnigan/Iceman, mentre il terzo vedrà come protagonista Bud e Liberty, la figlia di Luther. Come vedi il tema della diversità torna sempre perché io amo raccontare di contrasti. Senza conflitti, interni e esterni, non vi è negoziazione, quindi reale comunicazione.

 

Dall’urban fantasy al romance…una scelta o un caso? Ti vedremo anche in giallo?

No, non è nelle mie corde! Però amo molto gli storici, quelli sì che sono tosti da scrivere e io ammiro moltissimo le scrittrici italiane, e non, che si cimentano. Io sono una divoratrice di storici, restano il mio primo genere e ovvio non si scorda mai.

 

E ora, per conoscerti meglio vogliamo che tu ci dia una serie di risposte secche

  1. a) Se te lo ordinassero, scriveresti la rivisitazione della Favola di Masha e Orso, o Biancaneve e i 7 nani?

No, preferirei Spongebob e un qualsiasi altro personaggio Disney, ho sempre odiato Biancaneve, capisco che sia un prodotto del suo tempo, ma è troppo passiva e in balia degli eventi per i miei gusti.

  1. b) Marion Seals, spiegaci questo nome d’arte.

Marion è molto simile al mio vero nome e Seals me lo ha affibbiato una persona che amo, ma che mal sopporta le mie velleità da scribacchina. Quando è venuto il momento di scegliere uno pseudonimo mi da suggerito Seals. Io gli ho chiesto ma tipo marinai, vele, sigilli, mi piacciono come similitudini.

Lui mi ha risposto: no tipo foche ammaestrate. Non devo aggiungere altro credo, ma la mia innata ironia mi ha fatto capire che il destino mi aveva appena portato il cognome.

c)Big Apple si presta molto ad essere sceneggiato, preferiresti in una serie TV o in un film?

Per come è strutturato un film, vorrei invece che fosse tratta una serie TV dagli altri libri che ho scritto, gli urban fantasy, quelli si presterebbero di più a una serie.

  1. d) Trascorreresti una notte: nella Camera dei segreti con Harry Potter, nella stanza rossa con Mr Grey, o con Robert Langdon fra i sotterranei di Roma?

Harry Potter senza alcun indugio.

e)Una perla di Marion per lettori del blog e di LIBRERIAMO.

In un mondo di diversi, la diversità non è un valore.

Ecco il link dell’intervista radiofonica, per ascoltare la vivida e frizzante MARION SEALS

 

Vi do appuntamento alla prossima settimana con un’altra intervista e vi saluto con questa massima:

Un libro sogna. Il libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni. (Ennio Flaiano)

N.B.: l’immagine è stata gentilmente offerta da: Franlu grafica di RFS Romanticamente Fantasy.

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Marianna De Pilla

Nata nella splendida cornice del Gargano, avvocato, speaker di Civico93.it, famosa webradio pugliese, appassionata di fotografia, ma soprattutto accanita lettrice. Su www.civico93.it conduce, fra l’altro, un programma, LIBER, che si occupa di cultura, libri e soprattutto di interviste agli autori italiani. Questo blog nasce dall’idea di creare un connubio fra radio e blog, e di sottrarvi, attraverso le parole profuse dagli scrittori, alle vostre schiavitù quotidiane. Perché leggere è libertà, esattamente come amare e sognare (cit.D.P.)

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