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Marianna De Pilla

Marta Savarino, un’autrice dolce e audace che ti “raddrizza” il cuore

Marta Savarino, un’autrice dolce e audace che ti "raddrizza" il cuore

Marta Savarino è nata a Torino nel 1981. Lavora in banca, è madre e moglie, ma soprattutto una sognatrice. Fin da giovane ha avuto la passione per i romanzi storici e la storia francese, di cui predilige il periodo di Luigi XIV, il Re Sole. Il suo scrittore preferito è Stephen King. Adora viaggiare e ama la Francia e la Scozia tanto da ambientarci le sue storie. È autrice di romanzi storici e romance che pubblica dal 2011: La Maschera Rossa (2015), La promessa di Jeanne (2014), La Vendetta di Isabelle (2014), La Strega di Skye (2014), Parigi, amore e altri disastri (2014), Fuga da Versailles (2011). Sulla sua pagina Facebook si trovano molte curiosità sui suoi libri. Alcuni, come Parigi, amore ed altri disastri, sono stati tradotti in altre lingue. Da dicembre scorso è in tutti gli store con il suo ultimo successo, “Tutta colpa del tè”, fenomeno del selfpublshing acquistato da Amazing Publishing. Conosciamola meglio.

 

Ciao Marta benvenuta nel mio blog. Raccontaci di Marta Savarino scrittrice…come nasce? La tua è più un’esigenza o voglia di trasmettere qualcosa?

Ciao Marianna e un saluto a tutti i lettori del blog. Anzitutto lascia che ti ringrazi per lo spazio che hai deciso di dedicarmi, ne sono lusingata. Allora, per rispondere alla tua domanda, la Marta scrittrice nasce presto ai tempi del liceo e subito dopo il diploma, periodo intensissimo in cui scrivevo racconti e fan fiction. E poi basta, finito, lunghissimo periodo di pausa fino al 2010 quando, a quasi 30 anni, non riprendo in mano un romanzo iniziato dieci anni prima e lo finisco. Ed ecco che nasce La vendetta di Isabelle ( all’poca Fuga da Versailles ) il mio primo romanzo in assoluto!

 

Cominciamo parlando del tuo ultimo romanzo “Tutta colpa del té”, che narra la storia di…

…la storia di Luisa, della sua bambina di cinque anni, Viola, e dell’uomo meraviglioso che saprà “scongelarle” il cuore e la farà credere ancora nell’amore dopo un’esperienza traumatica vissuta anni prima. Il lui in questione è David Alexander Hamilton e lo amo follemente, che si sappia!

 

Tutta colpa del tè è un romanzo di rinascita, da dove nasce l’idea?

Nasce da una mia paura. Quando ero incinta della mia prima bambina avevo ventisei anni come Luisa e il terrore ( assolutamente ingiustificato ) che il mio compagno mi lasciasse per tornare con la sua ex moglie.

Ecco, da questa mia ansia è nata l’idea iniziale della disavventura vissuta da Luisa, più che disavventura direi un vero e proprio trauma, che dà inizio alla storia della nostra protagonista. Il ritorno dalla famiglia in Scozia, la vita tra figlia da crescere e il lavoro al ristorante e la chiusura totale nel confronto del genere maschile. Fino all’arrivo di David naturalmente!

 

Maggio e i suoi temporali hanno lasciato il posto alle giornate calde e serene di giugno. È l’unico mese di tutto l’anno in cui in Scozia possiamo dire di provare l’ebrezza del tempo bello, caldo, soleggiato e asciutto. L’estate è arrivata con i suoi profumi, le sue lunghe giornate piene di luce e i suoi colori accesi che scaldano l’anima. Nulla a che vedere con le estati italiane, ovviamente, anche se qui di vantaggioso abbiamo un tasso di umidità decisamente inferiore e il caldo non è mai soffocante da togliere il respiro. Questo è un tipico giugno scozzese, luminoso e piacevole, con la differenza che qui, nelle Highlands, difficilmente ci concediamo il lusso di uscire di sera senza indossare una giacca.La Scozia, le Highlands,

 

Inverness… da quanto affermi sembra che tu le conosca! Cosa ti ha colpito a tal punto da renderle partecipe di questo romanzo? Perché queste terre e non altre?

Sì, ho avuto il piacere di visitare le Highlands, Inversess (di cui mi sono innamorata) ed Edimburgo cinque anni fa…e la speranza è poterci tornare quest’estate. La Scozia mi affascinava, mi ha sempre ispirato sia per i luoghi che per la storia e dopo aver visitato certi posti in cui ho lasciato il cuore, scrivere con certi paesaggi di sfondo mi è risultato naturale. Un po’ come ho fatto con Parigi, città che adoro e che a forza di visitare posso dire di conoscere bene. Un viaggio in Scozia è un’esperienza che non può lasciare indifferenti. Arricchisce e lascia un segno che difficilmente si cancellerà con il passare del tempo.

 

Dalla Scozia alla Francia, terra ricca di storia e di bellezza. Ed è propria in Francia che ambienti il tuo primo romanzo, “Fuga da Versailles” pubblicato nel 2010 e rieditato nel 2014 con un nuovo titolo “La vendetta di Isabelle”. Daccene un piccolo assaggio.

Isabelle è il mio primo romanzo, quello che avevo cominciato per gioco a diciannove anni e ripreso e terminato dieci anni dopo. La storia nasce dalla passione che io e mia sorella avevamo per la serie di film e romanzi di Angelica la Marchesa degli Angeli, dei coniugi Golon. La Corte e il regno di Luigi XIV mi avevano affascinato a tal punto che avevo iniziato a documentarmi e a studiare seriamente il periodo e mi ero messa in testa di creare un’eroina forte, indipendente e determinata proprio come la mitica Angelica che tanto amavo. E così è nata Isabelle.

 

La Francia di Luigi XIV, Versailles e gli intrighi dell’epoca tornano in un altro tuo romanzo, “La promessa di Jeanne”. Cosa ti affascina così tanto di quel tempo lontano e della Francia? Hai forse sbagliato epoca?

È il caso di dire che sono nata nell’epoca sbagliata!

Sì, anche le vicende di Jeanne si dividono tra la Corte del Re Sole e la Scozia e forse ancora più che nel primo romanzo di cui è seguito, emerge il mio amore per quell’epoca e per la figura di Luigi XIV.

Parigi e Versailles sono mete in cui sento il bisogno di tornare appena ho la possibilità di farlo, la visita più recente ad agosto del 2015 e sento già nostalgia!

 

In effetti il romanzo storico pare piacerti un sacco, e ritorna prepotentemente con “La Maschera rossa”, storia ambientata tra i vicoli del Canal Grande nell’atmosfera sua più bella: il Carnevale di Venezia. Un romance dove sentimento e sensualità si fondono alla perfezione. Cosa ha ispirato questo trama?

Ecco, la Maschera Rossa è un esperimento. Considera che della storia veneziana dei primi dell’Ottocento non sapevo praticamente nulla così mi sono documentata ed è nato il personaggio di Ludovica, la sua avventura appassionata durante il Carnevale, e Domenico, seduttore e libertino. Mi sono divertita a scrivere un racconto sensuale ma fondamentalmente molto romantico, un romance pure con uno sfondo storico misterioso e affascinante e sono felice che il pubblico, soprattutto femminile, abbia gradito!

 

Dall’Italia del 1821, ritorniamo nella Francia dei nostri giorni e fermiamoci a Parigi. Cosa succede in “Parigi, amore e altri disastri?”

Succede letteralmente di tutto! I disastri sentimentali della protagonista, Nadia, danno alla storia quella vena ironica che in diverse occasioni sfuma nel tragicomico. Mi sono divertita tantissimo a scriverlo ed è stato meno impegnativo rispetto alla stesura dei romanzi storici anche perché la storia è ambientata in una città che conosco bene, e molte delle “sfighe” che Nadia si trova a vivere per amore le ho vissute anche io. Quindi ho preso molta ispirazione dal mio passato e mi sono divertita davvero tanto!

 

Scozia e isola di Skye, ti dicono qualcosa Marta?

Eh bè… mi dicono molto e in realtà questo racconto rimane un mio grande rimpianto. Ti spiego, nelle mie intenzioni la storia di Morag e del suo viaggio nel passato nella Scozia del XVII secolo nel Clan dei Mac Leod doveva diventare un romanzo. Poi mi sono dedicata ad altri progetti e ho lasciato in sospeso la storia della mia strega scozzese bloccata nel passato e temo di non avere né tempo né idee per portarla mai a termine.

 

Hai scritto praticamente un sacco: dai racconti, ai romanzi, dai romanzi storici, ai romance ai fantasy. Non hai scritto ancora gialli e libri di ricette. Ti vedremo in queste vesti anche?

Immagino di no, ma è anche vero che se mi avessero detto qualche anno fa che avrei scritto così tanto, mi sarei fatta una risata dicendo che non è possibile!

 

E a proposito di ricetteCipolla, sedano e carota, un filo d’olio extravergine d’oliva e poi cuocere a fuoco lento fino a quando la verdura non inizia a dorare. Aggiungere poi il pomodoro fresco, del basilico sminuzzato sottile e un pizzico di sale.” Un accenno di cucina nel tuo ultimo romanzo “Tutta colpa del tè”. Che cuoca sei tu, Marta?

Sono una cuoca per la sopravvivenza, fosse per me vivrei a pane e Nutella e tè e biscotti.

Ma sai, quando si ha una famiglia e due figlie da sfamare allora cominci ad applicarti un po’ di più e così si impara a cucinare. I primi sono la mia specialità e con il tempo posso dire di essere migliorata notevolmente. A casa mia nessuno si lamenta, anzi!

 

In “Tutta colpa del tè”, Luisa mentre è intenta a cucinare nel ristorante del B&B di famiglia, sente anche molta musica. C’è qualcosa di autobiografico…tu Marta cucini, scrivi in compagnia di una canzone?

La musica che ascolta Luisa è la musica che ascolto io.

Spesso dico che da un punto di vista musicale mi sono fermata agli anni Novanta o i primi anni Duemila.

Ascolto musica principalmente in macchina e mentre scrivo senza figlie in casa, allora rock a volontà e Madonna che amo da quando sono molto piccola!

 

Nel tuo ultimo romanzo si parla anche tanto di famiglia, dell’importanza di averne una, che non necessariamente coincide con quella di nascita. E nel descrivere ciò ci metti l’anima. Traspare chiaramente quanto tu ci tenga ad essa. Alla luce del caos normativo e delle dinamiche complicate e delicate che avvolgono il tema delle “unioni civili” e delle adozioni, Marta qual è la tua idea di famiglia? Come tutelare il bene di piccoli esseri umani indifesi quali sono i bambini dalla pretesa del diritto di adozione a tutti i costi?

Famiglia è dove c’è amore. Quanti bambini sono cresciuti con un unico genitore oppure da nonni e zii e non hanno subito traumi? Il concetto di famiglia tradizionale intesa come padre e madre uniti in matrimonio e figli nati legittimamente da questa unione non esiste più. Io ho sposato un uomo che quando ho conosciuto aveva un bambino di sei anni e l’ho cresciuto volendogli bene come se fosse mio e lo considero parte della mia famiglia come le mie figlie. Credo che i bambini abbiano diritto a essere amati e protetti, che si tratti di genitori single o coppie dello stesso sesso e sono assolutamente favorevole alla possibilità di poterli adottare. Non approvo invece chi sceglie la via dell’”utero in affitto” proprio perché i bambini che aspettano di essere adottati sono troppi e visti i costi, sarebbe qualcosa che una coppia con redditi normali non potrebbe permettersi.

 

E ora qualche domanda per conoscerti meglio rispondi brevemente a queste domande:

D’accordo!

 

Che lettrice sei?

Leggo dal romance storico a Stephen King. Leggo tanto e non necessariamente romanzi “di moda”, passami il termine. Ogni tanto mi lascio incuriosire da certi fenomeni di massa ma poi rimango delusa.

 

Che rapporto hai con le recensioni negative e poco costruttive?

Subito ci rimango male, poi me ne faccio una ragione. Rispetto le opinioni altrui, nel bene e nel male, ma troppe volte ho letto recensioni create ad arte solo per dare fastidio e denigrare.

 

 

Il potere e l’influenza dei blog letterari, secondo te qual è?

Alcuni di potere ne hanno, c’è poco da fare. Soprattutto quelli legati ad alcuni gruppi Facebook che possono davvero con i loro pareri aiutare un testo a emergere piuttosto che un altro.

 

Se dovessi rinascere, in quale libro?

Sto pensando a tutti i miei romanzi preferiti, da Il Cavaliere d’Inverno al Trono di Spade ma sinceramente non me la passerei tanto bene né durante la Seconda Guerra Mondiale né nei Sette Regni creati da Martin! Allora sai cosa rispondo? Vorrei rinascere in Scozia, a Inverness, come Luisa in Tutta colpa del tè!

 

Scrivere a quattro mani, un’esperienza da fare con chi e perché.

Da non fare. No, non ne sarei capace. Ma se la Harmon volesse chiamarmi per scrivere insieme anche solo un racconto, ne sarei più che felice!

 

La parte più difficile da scrivere per te in un romanzo.

Di solito mai l’inizio. Le idee di partenza su cui sviluppare le storie mi sono sempre venute facilmente. E di solito so anche come farle finire. Il difficile è lo sviluppo del testo, l’intreccio, i colpi di scena per non far annoiare chi legge…insomma, tutta la parte centrale!

 

Crisi del lettore e dello scrittore ne hai avute? Cosa hai fatto per superarle?

Crisi dello scrittore perenne e costante. Sono alla continua ricerca di ispirazione, voglia e tempo per scrivere. Crisi del lettore a volte sì, magari non leggo per giorni e poi leggo due romanzi in due giorni. Per superarle non faccio nulla… aspetto!

 

Quali progetti “librosi” sono in cantiere a casa Savarino?

Sto lavorando a un romanzo che mi sta coinvolgendo molto. Anche qui, come per gli altri contemporanei, c’è molto di me e della mia vita. È la storia di un’amicizia che sarebbe potuta diventare amore non fosse che i protagonisti hanno preso strade diverse nella vita… e non aggiungo altro

 

Un saluto speciale ai tuoi lettori.

Un saluto ma anche un abbraccio a tutti voi che avete avuto pazienza di leggere questa intervista fino alla fine! Grazie!

Vi lascio, con alcune citazioni di “Tutta colpa del tè”, una storia romantica, di rinascita e di speranza: leggetelo e non ve ne pentirete!

 

«Avanti!» grida mia figlia e alzo gli occhi proprio nel momento in cui il signor Hamilton entra in cucina…Oh mio Dio… Sbatto le palpebre e non riesco a muovere un passo. Rimango lì, immobile con un’espressione, di questo ne sono sicura, da perfetta idiota stampata in faccia. Non solo, ma sento anche che sto arrossendo, anzi lo so, mi conosco troppo bene, quando sono in imbarazzo le mie guance diventano ridicolamente rosse. Guardo Viola poi guardo lui… E così questo sarebbe il signor Hamilton che si occupa della manutenzione del nostro giardino e dell’albergo? Quello che la mia mente bacata si figurava come un gentile e anonimo signore di mezza età, magari con un po’ di pancia, quasi calvo? Oddio, perché nessuno mi aveva avvertita? Mi tocco i capelli improvvisamente consapevole di essere in condizioni pietose, almeno se consideriamo il mio aspetto in confronto a quello del modello di Vogue appena entrato nella mia cucina. Perché ho messo questa ridicola molletta a tenermi su la frangia? La maglietta bianca anonima come non mai e sporca di macchie di frutta, i jeans sdruciti sulle ginocchia e le ballerine, saranno anche comode per cucinare ma, non lo sono per… per… per lui! Ma che diavolo mi sta succedendo?

 

“Tutta colpa di quel dannato tè se da quel pomeriggio il suo cuore dopo tanto tempo, aveva cominciato a provare emozioni”

 

“Il temporale di venerdì ha provocato disastri non solo al giardino, ai fiori e al tetto dell’albergo, ma anche al mio cuore. Soprattutto al mio cuore.

 

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Marianna De Pilla

Nata nella splendida cornice del Gargano, avvocato, speaker di Civico93.it, famosa webradio pugliese, appassionata di fotografia, ma soprattutto accanita lettrice. Su www.civico93.it conduce, fra l’altro, un programma, LIBER, che si occupa di cultura, libri e soprattutto di interviste agli autori italiani. Questo blog nasce dall’idea di creare un connubio fra radio e blog, e di sottrarvi, attraverso le parole profuse dagli scrittori, alle vostre schiavitù quotidiane. Perché leggere è libertà, esattamente come amare e sognare (cit.D.P.)

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