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Marianna De Pilla

Ornella Calcagnile, scrittrice emergente fantasy tra vampiri e favole steampunk

Ornella Calcagnile, scrittrice emergente fantasy tra vampiri e favole steampunk

Oggi per voi intervisterò Ornella Calcagnile, una scrittrice emergente con già parecchie pubblicazioni alle spalle. È appassionata di urban fantasy e paranormal romance, ma non disdegna la leggerezza e il piacere dei rosa e dei chick-lit, e il mondo accattivante degli horror e dei thriller. Ha la penna facile Ornella, e una vivida fantasia, che non solo ti catapulta nel suo mondo fantastico, ma ti fa venir voglia di restarci.

Con la sua ultima pubblicazione per Dunwich Edizioni “Un cuore per un cuore”, mi ha definitivamente conquistata grazie ad una biro mordace e Burtoniana.

Qualche notizia su di lei: Ornella Calcagnile, è diplomata in grafica pubblicitaria e fotografia, laureata in Scienze della Comunicazione, e ho sempre avuto un debole per tutto ciò che riguarda la creatività. Ha iniziato a scrivere dal 2008 e dal 2010 lavora come copywriter. Nel 2012 ha fondato“Peccati di Penna” dedicato alle recensioni e alla presentazione di giovani autori. E dal 2013 inizia a pubblicare i suoi romanzi:

Helena”, romanzo urban fantasy, pubblicato con Ute Libri.

Black –The Hunter, racconto urban fantasy, spin-off di Helena;

Fil Rouge, romanzo rosa contemporaneo;

Spicchi di Luna, racconto urban fantasy;

La Dannazione Della Sirena, racconto urban fantasy dark, Lettere Animate Editore;

Il tocco dell’aldilà, racconto urban fantasy, Dunwich Edizioni;

Un cuore per un cuore (serie Once upon a steam), Dunwich Edizioni.

 

Benvenuta nel mio blog Ornella!

C’era una volta, Ornella Calcagnile lettrice. Quando questa fanciulla dai fervidi sogni divenne scrittrice?

Prima di tutto, grazie per l’accoglienza, è un piacere essere ospite sul tuo blog. Allora… la scrittura vera e propria inizia nel 2008, ma la creazione di storie mi accompagna da sempre, solo che all’inizio scarabocchiavo fumetti e le parole erano ridotte all’osso, siccome a sostegno associavo schizzi e immagini. Ho iniziato a scrivere perché non riuscivo a bilanciare più stesura e disegno, la parte visiva mi occupava troppo tempo e le storie avevano bisogno di emergere più velocemente dalla mia mente, così mi son detta: perché non provare con un testo puro? Ed eccomi qui, la scrittura si è rivelata più affine alla mia creatività.

 

Helena, un nome una storia. Raccontacela.

La storia nasce pensando a come sarebbe potuta cambiare la vita di una normale studentessa, una ragazza molto comune, se un vampiro avesse deciso di renderla il suo gioco, la sua compagna, il suo impiego per l’eternità. Così nasce il romanzo. Il titolo rimanda a una canzone: Helena – My Chemical Romance.

 

Cosa ti affascina del mondo vampiresco a tal punto da creare Helena?

I vampiri mi hanno sempre attirata, ho iniziato da piccola con Dracula di Bram Stoker. Queste creature sono legate al sangue, alla follia, all’insoddisfazione e, anche se talvolta nei modi peggiori, all’amore (da Mina a Bella). In Helena ho voluto esporre l’umanità dei vampiri, perché loro nascono dall’essere umano, e come gli umani possono scegliere di essere buoni, malvagi, o magari fare il doppio gioco. Certo, sempre se non ci sia una qualche parte della trama che non specifichi il contrario. Da tutte queste considerazione nascono i personaggi della mia storia.

 

Once Upon a Steam… Una collana Dunwich Edizioni, create per… dicci di più di questo progetto.

L’idea prevedeva di associare il mondo classico delle fiabe a un fantasy più contemporaneo, e nel caso specifico lo steampunk. Ovviamente gli elementi sono bilanciati e si fondono al fine di non perdere connotati di nessuno dei due generi.

 

Il primo volume di Once Upon a Steam è il tuo, “Un cuore per un cuore”… è la rivisitazione di quale favola?

Un cuore per un cuore è una novella che introduce il lettore gradualmente nel mondo di Steamwood, una sorta di terra dal sapore nuovo e antico. La storia è un retelling/sequel di Biancaneve dove la figlia della principessa, ormai regina, aspira a cambiare le cose nel suo regno rendendolo più “steam” e meno “foresta incantata”.

 

Perché “Un cuore per un cuore”?

Vi ricordate l’ossessione di Grimilde per il cuore di Biancaneve? Aveva anche un cofanetto apposito per stiparlo… beh, tutto si collega a questo primordiale desiderio che apre anche la favola Disney. Il cuore nella novella è fondamentale, ma non posso svelare oltre o finirei per spoilerare.

 

Biancabrina, non è la solita principessa… è pungente e veste aggressiva, ed è certamente una donna che non aspetta il suo principe, anzi… Cos’è la tua voglia di dirci che i figli non sempre somigliano alle mamme, o che le vere principesse sono coraggiose e combattenti, e non cantano agli usignoli?

Probabilmente la risposta è molto più semplice di quanto ci si aspetti. Creare una prole opposta ai genitori era uno dei punti del progetto che io ho deciso di sfruttare per sottolineare il cambio generazionale e il mutamento dei generi letterari. In questo caso, Biancaneve rappresenta la fiaba (il classico) e sua figlia Biancabrina lo stempunk (il nuovo).

 

Ci sarà un seguito per Biancabrina?

Non so, al momento non è previsto.

 

Cosa mi dici degli altri romanzi che hai scritto e pubblicato?

Ho pubblicato testi diversi per mettermi alla prova, per lo più racconti. Il tocco dell’aldilà è stato ispirato da una notizia al telegiornale dove si parlava di streghe e tradizioni. Anche qui, c’è un unione tra passato e contemporaneo, ma questa volta si presenta in modo diverso rapportando la società attuale alle credenze ormai dimenticate. La Dannazione della Sirena è nato pensando a una versione poco dolce delle sirene, dipingendole come squali e con alcune tradizioni particolari. È la mia natura è un horror e prende forma da una trama classica solo che la mia storia sfuma nell’urban fantasy presentando qualcosa di originale… forse troppo. Insomma, come si può notare, navigo in diverse sfumature di fantasy.

 

Solo Fil Rouge è un romanzo contemporaneo che nasce…quando e perché?

Nasce perché ero curiosa di provare un genere diverso, che si scosta dalle mie inclinazioni fantasy. Così, appena avuta l’ispirazione per una storia romantica, l’ho messa nero su bianco. Un romanzo breve, leggero, ironico e con un pizzico di peperoncino che per me è sempre stato ostico da “digerire” ma che se inserito in un contesto più ampio non mi spiace né da leggere né da scrivere.

 

Sei soprattutto una scrittrice fantasy e urban fantasy… perché leggi solo di fantasy e urban fantasy o perché sono i tuoi personaggi che ti vengono a cercare?

Sono le storie che cercano me, e sono anche io che vedo soprannaturale ovunque e immagino cose, magari assurde, che poi inserisco nei testi.

 

Credi che per saper scrivere di romanzi sia necessario aver letto un sacco di libri, o è sufficiente leggere a prescindere?

Leggere di certo aiuta (magari letture mirate). Così come guardare film, telefilm e documentari.

 

Selfpublishing e Casa Editrici. I pro e i contro della tua esperienza.

Il self permette di gestire tutti i lati della pubblicazione e la promozione, ma c’è il rischio di perdersi nel mucchio e non esser supportati abbastanza (alcuni blog ad esempio pensano che il self non sia neanche editoria). Per quanto riguarda l’affidarsi a una Casa Editrice, dipende dalla casa editrice: c’è chi ti promuove maggiormente, chi ti butta nella mischia delle pubblicazioni, chi cura bene i testi, etc. Quindi ci sarebbero anche i pro e i contro da trattare per ogni editore.

 

A quale progetto “libroso” stai lavorando?

Ho inviato qualche testo in valutazione e ora come ora però sono ferma, devo capire su cosa concentrarmi.

 

Sei anche una blogger…qual è il tuo rapporto con gli altri blog e con le blogger?

Seguo alcuni lit-blog e con alcune blogger ho un rapporto più confidenziale che con altre, ma in ogni caso aleggia la pace. Tra blogger forse c’è meno rivalità che tra autrici emergenti, o almeno così pare.

 

Il tuo rapporto con i lettori: ti lasci influenzare ed emozionare molto dalle loro parole di fan e di recensori oppure lasci che tutto si fermi in superficie?

Leggo ciò che mi attira e commento in base a ciò che un testo mi lascia e trasmette. Mi è capitato di andare contro corrente e di scatenare qualche fan, ma le persone sono diverse tra loro e alcuni non lo capiscono ancora.

 

A parte la fortuna sfacciata, cosa fa oggi tanto rumore per un libro, secondo te…la pubblicità, la trama, la popolarità, o la moda dei tempi?

La moda sicuramente è un elemento che esercita influenza ma credo che a spingere un libro (oltre il fattore C) vi siano i sostenitori e il nome della Casa Editrice. Per gli emergenti avere già un gruppo di “fan” favorisce perché è più probabile esser notati. Altre volte il successo di un libro lo fa l’editore, perché in libreria se vedi due libri simili e su uno leggi Mondadori e sull’altro “Pincopallino” (semmai un Pincopallino abbia la fortuna di essere esposto in libreria alla pari di altre case editrici Big) un lettore punterò sull’editore più conosciuto e in vista.

 

Scriveresti mai un erotico? Sì/no perché?

No, non è nelle mie corde.

 

Riscriveresti: la saga di Harry Potter o de Le cronache di Narnia?

Anche qui è un no. In primis perché sono storie già scritte e che non mi appartengono; in secondo luogo, non sono il mio genere di fantasy.

 

Una tua citazioni per i tuoi fan e per i lettori del blog,

“Non esiste un solo mondo, una sola società, un solo tipo di famiglia. Come non esistono certezze. La vita può cambiare e non sempre in meglio, l’importante è reagire.” (Helena)

 

Grazie per la chiacchierata e per la disponibilità verso noi autori emergenti.

Grazie a te Ornella!

 

Marianna De Pilla

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Marianna De Pilla

Nata nella splendida cornice del Gargano, avvocato, speaker di Civico93.it, famosa webradio pugliese, appassionata di fotografia, ma soprattutto accanita lettrice. Su www.civico93.it conduce, fra l’altro, un programma, LIBER, che si occupa di cultura, libri e soprattutto di interviste agli autori italiani. Questo blog nasce dall’idea di creare un connubio fra radio e blog, e di sottrarvi, attraverso le parole profuse dagli scrittori, alle vostre schiavitù quotidiane. Perché leggere è libertà, esattamente come amare e sognare (cit.D.P.)

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