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Marianna De Pilla

Sylvia Kant, scrittrice misteriosa e sagace, più superwoman e meno Kant

Sylvia Kant, scrittrice misteriosa e sagace, più superwoman e meno Kant

Prova ad amarmi” di Sylvia Kant è una storia che toglie il respiro, che si insinua nella pelle come un profumo di Givenchy. Un incredibile successo decretato da migliaia di lettori sul web.

Dimenticatevi di Christian Grey, delle sue manie, delle sue frustrazioni. E della sua maledettissima stanza rossa. Cancellate quell’immagine obbrobriosa di Anastasia Steel, verginella allergica alla ceretta e al buon gusto. Scordatevi i soliti clichè della conquista: fiori, cene romantiche e regali costosi. “Prova ad Amarmi” è tutt’altra storia, per fortuna. Angela Palmieri, giovane ragazza italiana appena sbarcata a New York per lavorare nell’ufficio marketing di Rachel, diventa subito la favorita del capo e viene introdotta suo malgrado in un mondo di lusso, eccessi e dissolutezza. Un mondo in cui si sente un pesce fuor d’acqua e dal quale vorrebbe fuggire a gambe levate, senonché “pesta piedi, strascichi, s’impiglia in capelli, in sguardi di sdegno, s’affretta con le gambe, s’affretta con gli occhi, ma gli occhi, si sa, quando vanno di fretta, colgono sempre un particolare: una giacca chiara in mezzo ai blazer blu, gesti eleganti e sicuri tra mani isteriche, un sorriso assassino tra sorrisi stereotipati e, per un attimo infinito, occhi che entrano negli occhi, liquefanno il cervello, bruciano reni, contraggono viscere, risalgono fino al cuore, un paio di extrasistole ed è la fine”. Angela “ne ha visti di uomini belli ma questo è veramente speciale: una clamorosa faccia da stronzo.” Una voce femminile alle sue spalle le dice: “E’ da infarto vero?” “Potrei innamorarmene…ma uno così, una come me non la vede neppure”. “Oh, si, invece! Un bell’assegno di tremila dollari ed è tutto tuo”. Antony Barker è un gigolò dalla bellezza statuaria. È l’amante ufficiale di Rachel Norton, donna algida e senza scrupoli a capo della più grande industria farmaceutica degli Stati Uniti. Ma Antony ha anche molti altri clienti che richiedono i suoi servizi ormai leggendari nel jet set e negli ambienti più facoltosi della Grande Mela. Ha rapporti con uomini e donne, e anche di gruppo, ma non si lega e non si innamora di nessuno. È freddo, professionale e la sua sensualità è seconda soltanto alla sua determinazione… Angela ed Antony si incontrano, si scontrano, si cercano, si guardano, si temono, si impongono di tenersi a distanza. E si provocano… “Non considero gli uomini una merce”, “Ma io lo sono”, le sussurra soave all’orecchio. “Comprami…Fammi tuo”. La signorina Palmieri ben presto si rende conto che Barker è un tipo ambiguo e pericoloso, da cui stare decisamente alla larga. Eppure…nessuno è immune a quest’uomo, neppure Angela, la quale ad un certo punto dichiara: “Il problema è che mi sarei innamorata di te, anche se fossi stato brutto come il peccato, perché è il tuo fascino a essere maledettamente intrigante. Il tuo corpo è solo il costoso accessorio di un’arma molto più temibile”, lo fissa bieca. “E tu ne sei schifosamente consapevole.”. Tuttavia “Tony non appartiene a nessuno. Lui è la sua anima nera”. Riuscirà Angela a sciogliere quegli occhi di ghiaccio? Parliamone con la sua meravigliosa autrice, a cui do un caloroso benvenuto, SYLVIA KANT!

 

In principio era “Antony”, poi “Prova ad amarmi”. Per le tue lettrici appassionate, è il sogno ricorrente in cui non esitano a dire, lascive, “Anto’ fa cald”! Il tuo Bell’Antonio, che come l’omonimo romanzo di Vitaliano Brancati ha la fama di seduttore, chi è in realtà?

 

Antony è un uomo particolare, con un’etica particolare, che usa il proprio corpo come un’arma (e non ha timore d’usarlo) o, in taluni casi, per consolare e trasmettere affetto. Un uomo estremo in tutto, orgoglioso e vendicativo quanto comprensivo, geloso e possessivo quanto completamente amorale, gelido e indifferente quanto appassionato e innamorato. Questa sua dualità spiazza continuamente, un attimo rassicura, l’istante dopo getta nel panico totale. Chi è Antony? Il gigolò o lo studioso, amante degli animali e della natura. La spia o l’amico affidabile. Il sadico che gode nell’infliggere dolore, il masochista che ama subirlo o l’amante tenero e delicato? Di sicuro non è il classico principe azzurro delle favole, né l’uomo oscuro che deve esser salvato dalla “santa” di turno.

 

Angela, protagonista di “Prova ad amarmi”, è una donna tradita che si ritrova a New York…continua tu Sylvia…

 

Angela è una ragazza moderna, né santa né “facile”. Una ragazza, comunque, ingenua, cresciuta in un ambiente umile, ma protetto, che si ritrova sbalzata in un mondo completamente estraneo ai propri valori e che la costringe a crescere in fretta. Non è la classica eroina che attende, fiduciosa e fedele a oltranza, il famoso principe azzurro, ma una donna EMANCIPATA che, nell’attesa dell’amore, vive comunque storie fallimentari ed esperienze sessuali. Purtroppo, ancora oggi, nel 2016, in Italia, si pensa che donna emancipata e dai facili costumi siano sinonimi, come se secoli di battaglie femministe non fossero praticamente servite a niente. Passi che l’uomo abbia molteplici esperienze sessuali, ma una donna, per carità! Non sia mai! Molte lettrici sono rimaste scandalizzate dal fatto che Angela diventi l’amante di un uomo sposato,  anziché attendere che Antony  (il quale, nel frattempo, ne combina più di Carlo in Francia), finalmente, si smuova. Un’altra cosa che non è piaciuta di questo personaggio è che si dimostri completamente sprovveduta di fronte al mondo oscuro in cui precipita, che sia piena di sensi di colpa e, in qualche modo, convinta di non meritarsi l’amore altrui, incarnando tutte le peggiori contraddizioni e debolezze delle donne. Infatti, le lettrici, più volte, mi hanno detto che avrebbero preferito un personaggio femminile più determinato e “con le palle”. Ma Antony Barker viene pagato, ogni santo giorno, per fare sesso con donne determinate e “con le palle”, quindi, mai e poi mai si sarebbe sognato di fare la corte a una Lady di ferro, perché di donne del genere, lui ne ha pieno sia il letto che le tasche. E poi, lui s’innamora di Angela perché, al contrario delle donne che frequenta, è una persona buona, quasi al limite della dabbenaggine, perché non riesce a odiare neppure quelli che le fanno del male, perché è una ragazza mite, affettuosa e pulita… Ripeto, anche se emancipata 😀 😀 😀 .

 

…e poi c’è Rachel e una fitta rete di intrighi politici e perversioni. Questo mix di erotismo e spionaggio è tutto inventato o è un mondo che hai vissuto, sfiorato?

 

Per quanto riguarda intrighi politici e spionaggio, ovviamente, si tratta di spunti presi dall’attualità. Per le caratterizzazioni dei personaggi, e delle loro ossessioni, invece, posso ringraziare le esperienze, sia mie che di altri a me vicini, nel mondo del disagio psicologico, psichiatrico e sociale, che mi hanno permesso di approfondire certe tipologie caratteriali quali, ad esempio, la torbida Rachel Norton.

 

Racconti di una New York, che non è certamente il set dei film con Doris Day e Rock Hudson. Uno spaccato del lusso sfrenato, di rapporti sessuali anche spregiudicati, un mondo totalmente corrotto. Il tuo libro erotic suspance, così come romanzato, rappresenta un intreccio totalmente nuovo e appetibile.  In Italia, tuttavia, siamo abituati ai casi di cronaca contornati da festini a ritmo di bunga bunga. Nonostante milioni di prime pagine sugli scandali di Arcore, Palazzo Grazioli e via Olgettina, c’è ancora chi si scandalizza a leggere “Prova ad amarmi”! Sylvia, cosa non va nel sistema?

 

Non ho partecipato direttamente ai famosi “festini” dei ricchi di cui parla il libro, ma conosco personalmente persone che vi hanno partecipato (sia all’estero che in Italia). Sinceramente, invidio le persone che hanno giudicato assolutamente inverosimili certi comportamenti descritti nel libro (soprattutto quelli di natura sessuale), perché, probabilmente, sono stati così fortunati da nascere, e continuare a vivere, in ambienti protetti, completamente esenti da ombre, non considerando il fatto che viviamo in un’economia di mercato, dove tutto ha un prezzo, dai bisogni primari degli esseri umani (acqua, cibo, salute, energia), ai loro organi, nonché il loro sesso. Certo, è molto più rassicurante pensare che il sesso sia solo “etero con etero” e “omo con omo”, senza le sfumature nel mezzo, meglio credere che certi mondi e comportamenti non esistano, meglio pensare che tutti sottostiano a leggi e regole che nessuno infrange per ottenere profitto, meglio pensare di esser governati da persone capaci e illuminate, che prendono decisioni sempre nell’interesse del bene comune, con ottiche di lungo periodo, anziché pensare di essere la carne da macello di chi, per profitto, sarebbe capace di sacrificare i propri stessi figli, vivendo, giorno per giorno, in una micidiale ottica epicurea di breve, anzi, brevissimo periodo, che copra, al massimo, l’intervallo della media della sola propria vita umana: un centinaio d’anni o anche meno.

 

Secondo te, cosa ha decretato il successo del tuo romanzo…quali gli ingredienti sapienti?

 

Non ne ho davvero idea. Scrivo per divertirmi e spero che, con me, si divertano anche gli altri. Ho sempre adorato le storie complesse, i personaggi complicati, quindi è di quelli che scrivo. Certo, come avviso sempre i lettori, i miei romanzi non sono per stomaci deboli. Chi è moralmente sensibile o facilmente impressionabile, è bene si astenga dal leggerli. Nei miei libri si parla di intensi rapporti omosessuali, triangoli amorosi (e sessuali), orge, sadomasochismo anche estremo, incesti.  Chi desidera leggere il classico romance d’amore o l’erotico soft (o romance erotico), con l’eroina fedele, anche se non proprio vergine, ma vergine sarebbe meglio, l’uomo oscuro lievemente sadico o appena appena perverso, ma comunque alla ricerca della redenzione, anche se lui ancora non ne è consapevole, lei che resta incinta, ma non sa come dirglielo perché lui non vuole bambini per via del suo tragico passato, ma, dopo qualche peripezia, però poi si convince, si sposano e vivono felici e contenti con tanti pargoli cui lui cambierà il pannolino, ecco, se volete questo, nei miei romanzi non c’è, o se c’è, non nei modi classici o, comunque, patirete molto per averlo.  Chi crede che un romanzo d’evasione debba essere anche educativo, è bene si astenga dal leggere i miei, che sono SOLO d’evasione. Chi pensa che un romanzo debba avere descrizioni di scenari, città e ambienti casalinghi, è bene si munisca di un mensile di viaggi e uno di arredamento, perché nei miei romanzi non ci sono o non abbastanza, dato che, anche quando leggo, le descrizioni di ambienti e panorami, dopo un po’, mi tediano a morte. Lo stesso dicasi per quanto concerne descrizioni di abiti, trucchi e scarpe e gruppetti di amiche che chiacchierano di tali argomenti, mentre provano l’abito da indossare per uscire col ganzo (detto alla toscana): non ne troverete. Se, invece, vi piace tutto il resto, allora benvenuti nel mondo di Anima Nera.

 

E a tal proposito, sta per uscire il sequel di “Prova ad amarmi”. I tuoi lettori, me compresa, vogliono sapere: titolo, data di pubblicazione, e cosa dobbiamo aspettarci…dacci qualche piccolo assaggio…che so, anche una piccola citazione! Sono tutta orecchio e registratore!!!

 

Il titolo pare sarà “Prova ad amarmi ancora”, ma non conosco la data ufficiale di uscita del libro. I blog e la pagina della mia casa editrice hanno dato la notizia per cui l’ebook dovrebbe uscire verso fine Giugno e si vocifera che il cartaceo uscirà poco dopo. Quando avrò la notizia ufficiale, avviserò i lettori tramite il mio profilo facebook, il vecchio sito e la pagina facebook in esso pubblicizzata. Colgo l’occasione per precisare che i tre riferimenti suddetti, sono gli UNICI da me gestiti. Per quanto riguarda gruppi, giochi di ruolo, blog, pagine facebook e quant’altro porti il nome del mio libro o dell’interprete dello stesso, non appartengono a me, né sono da me gestiti, ma da estimatori del romanzo che, spesso, neanche conosco.

Che cosa dovrete aspettarvi dal sequel? Mi auguro l’effetto “montagne russe”. Questo era il mio intento e spero di esserci riuscita, perché, personalmente, è un effetto che adoro quando leggo.

Certo, se qualcuno si aspetta Antony che va a presentarsi ai suoceri, cavalcando un bel cavallo bianco, mentre Angela è impegnata con pappe e pannolini, e che rinuncia alla vecchia vita per fare l’impiegato del catasto, be’ rispondo che l’amore cambia le persone e, a volte, fa mettere la testa “a posto”, ma qui siete nel mio mondo e io, delle persone, racconto il buio (la luce, quando c’è, come ha detto una lettrice romance, si intravede appena appena in fondo al tunnel), la loro sensualità, che siano maschi, femmine o altro, la loro libertà e anche, perché no, la loro coerenza.

Nelle mie storie c’è sicuramente l’amore, anzi ce n’è tanto, ma è un amore di tutti i tipi. E non sempre è il classico amore romantico. Insomma, non aspettatevi Antony e Angela che soffrono (ma non tanto, per carità), oppure che soffrono tanto (sì, mi raccomando), poi lei incontra lui (ma falli incontrare subito, capito?), o lui cavalca fino a lei, sbaragliando tutti i nemici (trucidali tutti nel peggiore dei modi, eh?), fanno un bambino (forse due gemelli, che è meglio), lui è bravissimo a cambiare pannolini, ovviamente, si sposano e vissero felici e contenti. Stop. Perché le mie storie non sono così (o anche sì, chi lo sa) e se avete imparato a conoscermi, lo sapete mooooooooooolto bene. Capisco che la maggior parte delle lettrici, nel primo libro (Prova ad amarmi), ha percepito SOLO ed ESCLUSIVAMENTE il lato romantico. MA IO NON SCRIVO ROMANCE! Non scrivo erotico soft o romance erotico, ma EROTICO HARD (molti l’hanno definito pornografico, ma non mi offendo assolutamente per questo 😉 ) Poi, è ovvio, la storia d’amore c’è. Questo è indubbio. Ma, ripeto, non vi aspettate Cenerentola, perché io sono Sylvia Kant e il soprannome del personaggio del mio libro è ANIMA NERA. E non è un soprannome dato a caso; Insomma, se vi piacciono le orate, non pescate le spigole per poi chiedere loro per quale motivo non sono orate. Meglio pescare direttamente le orate, no?

 

Ho letto da qualche parte che di solito scrivi e tratti tematiche sociali, che qui non mancano, certamente. L’erotico allora da dove salta fuori?

 

Ho cominciato a scrivere erotico proprio mentre scrivevo storie “impegnate”. Mi rilassava lasciar correre la fantasia, dopo aver trattato realtà spesso avvilenti e dolorose. In genere, scrivevo qualche pagina di Antony subito dopo aver passato il pomeriggio a studiare cause di divorzio con figli (N.B NON sono un avvocato), cause di mobbing e tutto quello poteva servire per scrivere la storia che mi accingevo a narrare. Dopo aver letto (e scritto) cose del genere, capite bene che,  immergermi nel mondo di Antony Barker, era come tirare un grosso sospiro di sollievo.

 

A proposito di eros, i rapporti che tu descrivi non hanno limiti di gusto e di promiscuità. Si parla anche di rapporti omosessuali e/o ambigui. In breve, cosa ne pensi del tanto dibattuto tema delle unioni civili?

 

Per me, “chi si ama”, ha il diritto di sposarsi e ottenere tutti i benefici (e anche i doveri) associati al matrimonio. Ripeto: chiunque si ami. Perché parlo di matrimonio e non di convivenza? Ho provato entrambe le esperienze e penso che una firma su un contratto non incida sul benessere di un rapporto e non gli tolga alcuna poesia. Esistono firme molto più impegnative e irrevocabili di quelle apposte per sposarsi: mutui, case, prestiti, auto in comproprietà, registrazione di figli all’anagrafe, ecc… Per disfare queste ultime, bisogna comunque ricorrere a giudici e avvocati, anche se non si è sposati. Perciò non vedo proprio la differenza, quando la convivenza diventa qualcosa di più importante del semplice frequentarsi. E poi, diciamolo, se ami davvero una persona, non è certo una firma a spaventare. Ho convissuto a lungo e sono sposata da quasi vent’anni e, del matrimonio, devo dire, ho notato più i benefici che non gli obblighi. Se ti ami davvero, non esistono obblighi.

 

Tornando al romanzo, hai trovato difficoltà a descrivere quale scena di “Prova ad amarmi”?

 

In realtà nessuna. Mi ha messo maggiormente alla prova immedesimarmi e descrivere personalità quali quella di Rachel o di Pamela. Da questo punto di vista, il lavoro dell’autore è molto simile a quello dell’attore: documentarsi, immedesimarsi e cercare di rendere verosimile il personaggio, le emozioni che prova, quindi riuscire a trasmetterle a chi guarda (chi legge, in questo caso).

 

Mi piacerebbe vedere “Prova ad amarmi” sul grande schermo, specie Antony in tutto il suo splendido sorriso assassino. E credo di non essere l’unica a desiderarlo. Sappiamo che David Gandy non è un attore…per cui dai un volto cinematografico ad Antony, Angela, Rachel e Thomas. E una colonna sonora, ovvio.

 

Come colonna sonora, mi viene in mente Iris dei Goo Goo Dolls, ma non so neppure perché.  Per il resto, posso dirti che, quando ho scritto Antony, David Gandy credo fosse un neonato. Devo dire, che, comunque, come tipo d’uomo, mi piace molto, ma aggiungerei anche lo sguardo ambiguo e il sorriso bastardo di Michael Fassbender. Comunque, per Antony Barker, non ho mai avuto un modello di riferimento nel mondo dello spettacolo, così come non l’ho mai avuto per Angela. Quest’ultima, per me, è la classica ragazza carina, ma non particolarmente appariscente e, quindi, in un mondo di donne artefatte, appariscente proprio per questa sua semplicità. Non ho mai descritto nei minimi particolari nessuno dei due, perché ognuno fosse libero di immaginarseli come meglio preferiva. Per Rachel, invece, ho sempre pensato a Cate Blanchet o a Charlotte Rampling, ma spesso, nei casting fatti dai lettori, l’ho vista ritratta col volto di Michelle Pfeiffer e, devo dire, mi piace molto anche lei. Comunque, mi spiace, ma non ho proprio mai pensato a chi potesse interpretare i miei personaggi sullo schermo. E neanche ora ci riesco. I’m sorry 😉

 

Ultima domanda sui personaggi del tuo erotic suspance. Thomas, la persona perbene, il sorso d’acqua nel deserto dei valori di Antony Barker, il rifugium peccatorum. Com’è nata l’idea, chi ti ha ispirato?

 

E’ una figura nata nel mio subconscio. Probabilmente ispirata alla figura di mio nonno, anche se non ne sono stata consapevole fino alla tua domanda. Perciò ti ringrazio.

 

Non bisogna giudicare un libro dalla sua copertina. Eppure la tua non ha nulla a che vedere con la trama! Come hai superato questo trauma?

 

Ero davvero preoccupata. Non perché la copertina e il titolo non mi piacessero, ma perché temevo potessero trarre in inganno i lettori di romance o di romance erotico. Nonostante la trama fosse piuttosto esplicita sui contenuti, per gli italiani, spesso, erotico è sinonimo di James, Day, Malpas e, capisci bene, che imbattersi nel mio romanzo, dopo aver letto, che ne so, Cinquanta sfumature di grigio, possa creare qualche problemino.

 

E ora veniamo a te Sylvia, Sylvia Kant come Clark Kant? Anche tu ti trasformi in superwoman e “salvi” il mondo?

 

Di Superman ho solo la versione Clark Kent, dato che sono una semplice e umile impiegata e non ho velleità di alcun tipo. Come spesso dico, non sono una tigre dai denti a sciabola, bensì un mite bradipo, che ama poltrire sul proprio albero, mentre muschi e licheni lo colonizzano. Un bradipo che salva il mondo? Be’, se qualcuno, leggendo i miei romanzi, evade e si diverte, mi reputo già soddisfatta!

 

In un intervista hai dichiarato che scrivi libri “seri” con un altro pseudonimo, per non sconvolgere i tuoi lettori dell’uno e dell’altro genere. Cerchiamo di restringere il campo.. per caso, sei tu Elena Ferrante? Almeno sappiamo a chi dare la caccia!

 

Mi spiace doverlo ammettere, ma non ho ancora avuto il piacere di leggere i libri di questa autrice famosa, ma no. Non sono lei e, visto il suo successo, non posso che rammaricarmene!

 

Da uno a 10 quanto ti piace che la tua persona sia avvolta da questo alone di mistero?

 

Non si tratta di mistero, ma solo di tutela del posto di lavoro. Quello con cui mangio e pago il mutuo.

 

Sylvia Kant, chiunque tu sia, cosa ti piace fare quando non leggi o non scrivi?

 

Amo stare con mio marito, bisbocciare con gli amici, fare lunghe passeggiate, andare al mare, studiare gli animali. Fondamentalmente sono una grossa (e non dico grossa a caso) poltrona!

 

Vedo spesso sulla tua pagina facebook che pubblicizzi altri autori. Un atto profondamente generoso da parte tua, sinonimo di grande intelligenza e di sicurezza, oltre che di fiducia nel gusto del lettore. Dunque non temi la concorrenza. C’è chi però, devi riconoscere, cerca di affossare il lavoro altrui. Che consiglio ti senti di dare alle tue colleghe… posso dire “invidiosette”?

 

Girovagare nella mente e nella fantasia degli autori mi provoca una profonda libidine, perciò, quando leggo un libro che mi piace, per i più svariati motivi, sono così felice che ho bisogno di farne partecipi gli altri. Se, viceversa, leggo un libro che non mi piace, preferisco tacere, dato che molte persone hanno gradito libri che a me non sono piaciuti affatto. Il libro è un po’ come le scarpe: ogni piede trova quella più comoda. Non faccio recensioni di mestiere e, men che meno, ne faccio su richiesta, però sono felice di mettere, ogni tanto, a disposizione degli altri autori, un post sul mio profilo, in modo che possano pubblicizzare i propri lavori e i lettori possano conoscerli. Senza il passa parola, Antony non sarebbe mai stato pubblicato, perciò per quale motivo non dare ad altri la stessa possibilità che ho avuto io? Il cuore dei lettori è grande e c’è spazio per tutti. Alcuni autori, che mi ricordano un po’ le famose “tigri dai denti a sciabola”, invece, pensano che rizzando il pelo, mostrando le zanne, graffiando, spintonando e scalciando altri autori, blog e persino lettori, guadagnino maggiore visibilità sul mercato. E magari hanno anche ragione, ma non è nel mio stile. Una cosa del genere mi fa fatica anche solo a pensarla. Come dico spesso a una mia amica autrice: “Non sono buona, ma pigra. Arrabbiarmi, vendicarmi, mi affatica troppo”. E poi, ho notato che spesso, gli autori più amati, sono anche quelli più umili. Certo, non è una condicio sine qua non. Alcuni autori davvero bravi sono anche molto, ma molto stronzi (si può dire stronzi in un’intervista?)

 

Oltre al sequel di Prova ad amarmi, a quali progetti “librosi” stai lavorando, di che genere?

 

Sto preparando un erotico auto-conclusivo scritto a quattro mani (o a quattro piedi, come hanno spesso chiosato alcune autrici dai denti a sciabola) con Daniela Volonté. Non sappiamo ancora se piacerà alla nostra Casa Editrice, se vorranno pubblicarlo e in quale modo. Intanto ci stiamo divertendo a scriverlo. Poi, probabilmente, ci sarà un libro “impegnato” (che però vorrei pubblicare sotto altro pseudonimo, per non creare confusione nei lettori), il Prequel di “Prova ad amarmi”, più svariati Spin off dello stesso.

 

La domanda che ti aspettavi e non ti ho fatto. Se vuoi fatti la domanda e datti la risposta.

 

Sylvia Kant, credi che il sequel avrà lo stesso successo del primo libro?

No, non credo. In genere nessun libro eguaglia il successo del primo. Il primo è sempre imbattibile, anche perché è una novità. Inoltre, con “Prova ad amarmi” ho raccolto il plauso di molte lettrici di romance, che, in genere, non fanno parte del mio pubblico. Le lettrici e i lettori cui piace il mio stile erotico hard, probabilmente lo gradiranno molto. Non credo, invece, che otterrà l’approvazione delle “romantiche”. Diciamo che col sequel scoprirò chi sono realmente le persone cui piace il mio genere, ma non credo saranno molte. In Italia, questo tipo di romanzi non va come all’estero, ma, di sicuro, continuerò a divertirmi a scrivere per me e per quelle due o tre persone che ameranno leggermi anche se non sono “romantica” 😉 .

 

Voglio chiudere questa intervista con una domanda un po’ hot: è più eccitante il vedo non vedo o il nudo integrale?

 

Non amo comprare a scatola chiusa!

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Marianna De Pilla

Nata nella splendida cornice del Gargano, avvocato, speaker di Civico93.it, famosa webradio pugliese, appassionata di fotografia, ma soprattutto accanita lettrice. Su www.civico93.it conduce, fra l’altro, un programma, LIBER, che si occupa di cultura, libri e soprattutto di interviste agli autori italiani. Questo blog nasce dall’idea di creare un connubio fra radio e blog, e di sottrarvi, attraverso le parole profuse dagli scrittori, alle vostre schiavitù quotidiane. Perché leggere è libertà, esattamente come amare e sognare (cit.D.P.)

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