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Marianna De Pilla

Vanessa Vescera, il giusto compromesso tra romanticismo, ironia e un pizzico di follia

Vanessa Vescera, il giusto compromesso tra romanticismo, ironia e un pizzico di follia

Vanessa Vescera nasce il 01/08/1986 a San Giovanni Rotondo. Tra le sue passioni quella del ballo, con cui inizia ad affacciarsi nel mondo agonistico raggiungendo il podio nelle danze caraibiche. Ama leggere e scrivere e quando non balla se ne sta con un libro tra le mani, la testa sempre persa a sognare nuovi voli di fantasia. Pubblica diversi libri a quattro mani con Fabiana Andreozzi: 2010, D&S Non voglio perderti, 2011, Amore nel Sangue, 2012, Attimi indimenticabili e 2013, Vuoi sposarmi? No grazie!

Convivenza leggera… matrimonio d’affari” è la prima pubblicazione che porta solo il suo nome. Oggi in una nuova edizione e nuova copertina e nuovo titolo: 24 ore a Parigi per averti.  Ad oggi, oltre a scrivere, insegna Zumba Fitness e non solo. Potete trovarla sul suo blog oppure su Facebook o ancora su Anobii come Vany.

Se dovessi descrivervi, in poche parole, questa bravissima autrice, vi direi innanzitutto che vale la pena leggere ogni suo romanzo, solista, a quattro mani o brevi racconti, perché non è mai scontata. Tutti i suoi scritti hanno un ritmo incalzante, e sono quel giusto compromesso tra ironia, romanticismo e pizzico di follia. Vanessa, genera dipendenza, risate grasse e buoni sogni!

Adesso la parola alla scrittrice Vanessa Vescera.

 

Vanessa, come nasce la storia d’amore con la scrittura?

Nasce come tutte le più grandi storie d’amore 😉 Ci siamo incontrati e ci siamo amati! Ma presumo che non basti come risposta… fin da piccolissima ho sempre avuto tanta fantasia. I miei temi erano vere storie, dei viaggi nell’immaginazione, ho iniziato a scrivere pensieri/poesie, poi qualche racconto e un giorno ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo. E non ho più smesso.

 

Autrice di self e autrice Butterfly Edizioni…pro e contro!

Che domandone! Partiamo dell’esperienza con la casa editrice. La Butterfly è la migliore casa editrice in cui potessi imbattermi. Nella Butterfly ho trovato davvero una famiglia e un editore che tiene conto del parere dell’autore non trattandolo come un numero ma prima di tutto come una persona, ed è una sensazione bellissima essere coinvolti nella promozione dei propri romanzi, scegliere insieme la cover, lavorare alla correzione del romanzo in un ambiente dove la sincerità è indispensabile per migliorarsi. Io amo lavorare con le case editrici quando queste sanno regalare un clima accogliente e ti insegnano a migliorarti e crescere.

Autrice self… questa è un parte un po’ particolare. La mia esperienza è davvero ottima, io e Fabiana abbiamo raggiunto insieme tantissimi lettori, siamo diventate un po’ imprenditrici di noi stesse, correggiamo almeno quattro volte i nostri scritti, valutiamo insieme le aggiunte, i punti deboli, organizziamo l’uscita, lavoriamo alla cover, all’impaginazione dell’e-book e del testo cartaceo. Insomma facciamo davvero tutto da sole cercando di far uscire dal nostro pc un prodotto finale che meriti, quanto meno, di essere letto. Questo purtroppo non tocca a noi valutarlo ma al lettore che è il giudice finale. Ecco è questo che mi lascia un po’ interdetta del mondo self, il lettore è il giudice finale mentre con una casa editrice ti trovi a passare uno step importante che è quello di passare tra le mani di un professionista del settore che analizza nel dettaglio il tuo testo e che lo valuterà in base a tantissimi fattori. Passare quel gradino per me è molto importante, per quanto il mondo self sia bello a me piace approcciarmi con la realtà editoriale e provare a far valutare i miei testi da una persona competente che possa farmi crescere in qualche modo ed evidenziare i punti deboli nella mia scrittura.

Se dovessi scegliere non saprei dove orientarmi. Infatti alcuni miei testi sono finiti e bloccati nel pc perché sempre in continua revisione e non solo, sempre nell’incertezza se inviare a qualcuno il testo oppure darmi al self che comunque resta un’ottima scelta per farsi conoscere e leggere.

 

24 ore a Parigi per averti, parla di convivenza leggera e matrimonio d’affari. Vuoi spiegarci meglio e raccontarci da dove nasce questa bizzarra e originalissima idea?

Questo romanzo penso che resterà tra i miei preferiti e avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Alicya è un po’ pazza, come me d’altronde. Il romanzo nasce da un concorso sul caffè dove la protagonista, per guardare un bel ragazzo, fa crollare una pila di barattoli di caffè al suolo (no, non ho fatto questa figuraccia :-P). Da quel famoso incipit ho continuato a scrivere perché Alicya mi divertiva particolarmente. La teoria nasce dal fatto che noi donne cerchiamo in un uomo tantissime qualità che a volte è impossibile trovarle in un unico essere umano (fosse stata una donna… anche anche 😛 Sto giocando, ovviamente… o forse no :-P). Quindi è nata l’idea del matrimonio d’affari, che sarebbe una relazione stabile con un uomo di un certo calibro, capace di far mantenere a una donna un certo tenore di vita ma che sia anche un ottimo marito ma non troppo presente, e poi la convivenza leggera con un uomo dalle caratteristiche opposte, allergico alle relazioni stabili, libertino e con una certa prestanza fisica a letto :-P. Lo so, raccontata così sembra davvero fuori di testa… ma vi giuro che lo è!!! Ovviamente arriva nella vita di Alicya il terzo uomo che smentisce la sua convinzione… forse, e dico forse, l’amore rende ai nostri occhi la persona al nostro fianco perfetta, basta cercare il lui che con i suoi difetti, affiancati ai nostri difetti, rende tutto molto più che perfetto. Semplicemente magico 😉

Ryan e Alicya, un supermercato e un incontro-scontro e tutto ha inizio…dicci di più.

È proprio così che si conoscono, da uno scontro, in una situazione non del tutto delle migliori ma che mette subito Alicya nella posizione di non potersi fingere ciò che non è. Quindi Ryan si trova di fronte la vera natura della donna che è sempre di corsa e combina un sacco di guai. Il testo si apre così perché l’incipit, all’epoca era stato ideato per un concorso del caffè (non dico la marca 😛 Si vinceva la macchina e una scorta di caffè per un anno…) e una mia amica mi aveva sfidato a partecipare. Era un periodo particolare della mia vita e Alicya si è impossessata dei miei pensieri e delle mie mani fino a quando non ho scritto la parola fine sul file.

 

“Si dice: Se son rose fioriranno…Tra voi qualcosa sicuramente sboccerà! Cosa? Pomodori, cetrioli zucchine? Apriremo un orto botanico? Che vuol dire? Mi aspettavo un: Wow, complimenti siete sessualmente perfetti per una convivenza leggera.” Le battute di spirito sono il tuo forte Vanessa…tutto naturale?

Ahahahah, direi di sì! Qualcuno dice che faccio ridere anche quando sono seria, faccio delle figuracce che a raccontarle nessuno ci crede, eppure sono vere. Ammetto che la verve spiritosa nasce anche dalla mia famiglia che è molto ma molto divertente e quando siamo tutti insieme è un continuo battibeccare a suon d’ironia. Molte battute sono un iter nella mia vita di tutti i giorni. Quindi direi che è naturale, io la chiamo ironia spicciola da tutti i giorni, prendo spunto dalla vita reale estremizzando ciò che magari mi circonda, un po’ come farebbe un comico.

 

Tornando al romanzo “24 ore a Parigi per averti”, che oggi ha una nuova copertina, ti hanno mai detto che Alicya somiglia a Holly, la protagonista di colazione da Tiffany? Anche lei ha un gatto femmina che chiama Gatta, ed esattamente come Holly è allergica ai sentimenti fino a che non incontra Ryan! E’ a quel film che ti sei ispirata o è solo una coincidenza?

Oh mamma, no giuro! Non mi sono ispirata a quel film, anzi, tutt’altro ho scritto a ruota libera senza pensare e alcuni dettagli del film “colazione da Tiffany” non li ricordo  😛 Dovrò andare a guardarlo, chissà che non ci trovo dentro la mia Alicya.

 

È iniziato tutto nel 2010 con un titolo bizzarro, “D&S non voglio perderti”, edito da Universitalia; l’avventura è proseguita nel 2011 con “Amore nel sangue” (0111), poi nel 2012 con “Attimi indimenticabili” (Universitalia) fino ad arrivare al 2013, anno di “Vuoi sposarmi? No grazie!” (Butterfly edizioni) e “Il richiamo della luna” (Alcheringa Editore). Senza dimenticare “Lo scoglio incantato”, un racconto che ha coinvolto anche altri autori. E ancora, “Colpo di Fulmine da Harrods”, “Principessa per capriccio”, “Kiss me Baby”, “Gocce d’amore”. Spero di non aver dimenticato nulla. Com’è scrivere a 4 mani con Fabiana Andreozzi?

Lo scoglio incantato in realtà è un lavoro sempre a due mani, scusami se ti correggo, il racconto parla della mia terra, ho preso una leggenda a cui sono molto affezionata e ne ho creato, con Fabiana, un racconto fiabesco. Ho sempre desiderato farlo fin da bambina vista la mia immensa passione per le sirene ed eccolo lì su Amazon.

Com’è scrivere a quattro mani? A me piace, molti non capiscono cosa implica la scrittura a più mani e sono restii. All’epoca, quando uscimmo con “D&S – Non voglio perderti” eravamo tra le prime a farlo, gli autori hanno iniziato a unire le loro forze solo nell’ultimo anno, come si può vedere andando a fare un giro su Amazon. Io e Fabiana ci siamo trovare grazie a un sito internet e a un mio scritto, da quel giorno non abbiamo più smesso di creare. Abbiamo tantissime storie che aspettano di prendere il volo. Il bello di scrivere con un’altra persona è che ci si confronta e ci si aiuta a vicenda. L’umiltà è la parola d’ordine, se non si è umili tanto vale lasciar perdere, bisogna saper accettare il parere altrui senza offendersi e capire che la collaborazione è fondamentale. Bisogna dire anche che io e Fabiana abbiamo un ottimo feeling, anche questa è una componente importante altrimenti le due scritture entrano in contrasto.

 

C’è chi non crede nel colpo di fulmine perché non l’ha mai provato, c’è chi crede che l’amore cresca giorno dopo giorno, tassello dopo tassello…chi si innamora in un istante, chi ci mette una vita intera. L’amore colpisce le sue vittime a suo modo e senza un perché.”. E a Paul e Melissa, protagonisti di “Colpo di fulmine da Harrods” cosa accade? Raccontaci meglio di questo romanzo.

Melissa e Paul nascono da un racconto, infatti le prime pagine si trovano in “Attimi indimenticabili”, solo dopo qualche anno abbiamo deciso di creare un vero romanzo su di loro a causa proprio della follia del testo. Colpo di fulmine perché il loro lo è davvero, il loro litigarsi un completino intimo li fa subito avvicinare, a volte il destino ha dei modi assurdi per unire i cuori. E qui abbiamo parlato anche dell’incapacità di un uomo di scegliere e di ferire una donna. Infatti il personaggio maschile di Paul non è stato comunque compreso, fino in fondo, a causa della sua titubanza, ma parliamoci chiaro nessuno nella vita è sempre sicuro di ciò che sta facendo e quando ti ritrovi con un matrimonio alle porte, una fidanzata che hai salvato dalle mani di un pazzo, ovviamente si è restii a ferire una persona a cui si vuole bene. Insomma, non tutti gli uomini sono come Grey 😉 alcuni sono premurosi, incerti e vorrebbero solo poter far felici due persone contemporaneamente. La vita è fatta di scelte difficili ma non siamo sempre pronti a prenderle, nonostante il colpo di fulmine esiste e la dimostrazione sono proprio Paul e Melissa. A volte si rinuncia a un amore proprio a causa dell’incapacità di ferire il prossimo, dipende dalla sensibilità della persona e chi dice che solo le donne sono sensibili? Ci siamo limitati a creare due personaggi sopra le righe ma che rispecchiano la realtà piena di contrasti, paure e incertezze, in fondo la vita è fatta anche di questo, non per forza di dominatori muscolosi e sicuri e di donne dominate ;-). Ma penso anche che alla fine quando c’è di mezzo l’amore, in un modo o nell’altro, nessuno può contrastarlo, non è bello avere al proprio fianco una persona che in realtà non ci ama, tanto vale restare soli. L’egoismo non avvicina mai…

 

La commedia degli equivoci, oltre alle battute mordaci. Tanto per capire come funziona la tua mente scribacchina, delucidami: come le pensi, quando le pensi, e dove le annoti.

Io scrivo, scrivo soltanto e in base alle domande creo le risposte. Le battute pungenti fanno parte della mia vita, io ne tiro fuori a bizzeffe ogni giorno, penso che sorridere e ridere faccia bene anche quando siamo giù di morale e forse a causa di questo mio modo di essere che alla fine i miei personaggi hanno sempre questa sottile ironia pungente.

 

Scrivi soprattutto romance, ma sotto la tua firma non mancano storici e fantasy. Con la fervida fantasia che hai, e il ritmo incalzante che dai alle tue storie, hai mai pensato di scrivere un giallo?

Ops, un giallo… non penso di essere capace anche se ammetto di aver buttato giù una scaletta di un testo che ha sfumature gialle. Abbiamo un delitto, abbiamo un colpevole in libertà e abbiamo anche degli interessi ma non so se questo testo prenderà mai il volo. È nato da un mio sogno talmente reale che al risveglio avevo il cuore in gola e mi ricordo perfettamente che pensai: è stato un sogno oppure è tutto reale? Ci ho messo un po’ a capire che nessuno minava alla mia felicità e nessun voleva farmi fuori.

 

Di cosa non scriveresti mai, invece?

Mai è una parola che ho abolito dal mio vocabolario. La vita ci cambia continuamente, ci muta in base a ciò che viviamo giorno per giorno. Oggi potrei dirti che non scriverei qualcosa e poi domani mi ritrovo a riscrivere quel determinato genere. La mia politica di vita è “mai dire mai” perché ti assicuro che la vita è talmente imprevedibile che alla fine ti mette nelle condizioni di farti rivedere quel mai. Per cui non ho preclusioni di sorta.

 

Dei tuoi romanzi, scegline uno a cui tieni e parlacene.

Uno a cui tengo? Sicuramente Alicya, lei è la mia unica opera che ha preso il volo, frutto della mia mente e delle mie parole. Quando la rileggo sorrido, oggi sono cambiata eppure mi riconosco, è stato da lei che penso di aver cominciato a crescere un po’ come autrice, a capire determinati meccanismi. Ci sono altri testi a cui sono affezionata che sono ancora nel mio pc e che spero un giorno di riuscire a lasciare andare ma a oggi Alicya è la protagonista che con le sue paure, la sua follia e la voglia di vivere mi ha trasportato nel suo mondo scacciando via tanti brutti pensieri. La sua paura di amare e di lasciarsi andare, il suo modo di essere a volte troppo sincera, la sua voglia di incastrare i suoi mille progetti e soprattutto di riuscire a manovrare i sentimenti con la logica e la razionalità me la rendono cara. Lei sa tanto amare eppure non riesce a lasciarsi andare a causa di ferite profonde ma alla fine ci riesce e si lancia nel vuoto e io l’ho ammirata tantissimo. Sembrerà banale, soprattutto quando siamo tanto innamorati, ma non è facile fidarsi del prossimo soprattutto al giorno d’oggi. Alicya supera il trauma della sua vita e alla fine capisce che quando l’amore è vero e forte non solo le persone che ci amano non ci lasceranno mai ma combatteranno sempre per noi e poi tocca a noi combattere per loro e non lasciarle andare.

 

Se devi sognare, fallo in grande! Così dicono! Vanessa, qual è il tuo suo sogno più grande come scrittrice?

Il mio sogno più grande? Resta semplicemente quello di scrivere e migliorarmi. Sicuramente un giorno mi piacerebbe passare di fronte a una vetrina di una libreria e dire: ma guarda, quella ragazza senza tante pretese, sempre sulle nuvole e innamorata delle fiabe ha realizzato uno dei suoi sogni…

E poi chissà, spero di riuscire a lasciar andare i miei piccoli lavori con il cuore leggero, ma sono una mamma apprensiva e tendo a proteggerli dalle intemperie del mondo esterno.

 

A cosa stai lavorando…quali le prossime uscite romanzate che vedono il tuo nome?

Per adesso è uscito “Amore nel Sangue” con Fabiana, praticamente dal 21 aprile sarà disponibile su Amazon, sia in formato cartaceo che e-book e gratis su Kindle Unlimited. Poi a giugno speriamo di far uscire un altro nostro romanzo, delicato e maledettamente vero che è “Il prezzo dell’Africa” e solo di mio chissà… ho ben due romanzi conclusi e altri due in fase di correzione, ma non voglio dire nulla per adesso. Vi lascio con un po’ di suspense :-P, tremate 😉

 

Grazie Vanessa Vescera per essere stata ospite del mio blog!

Grazie a te per avermi ospitata, è stato un piacere fare questa chiacchierata con te. Alla prossima, sempre se mi rivuoi 😉

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Marianna De Pilla

Nata nella splendida cornice del Gargano, avvocato, speaker di Civico93.it, famosa webradio pugliese, appassionata di fotografia, ma soprattutto accanita lettrice. Su www.civico93.it conduce, fra l’altro, un programma, LIBER, che si occupa di cultura, libri e soprattutto di interviste agli autori italiani. Questo blog nasce dall’idea di creare un connubio fra radio e blog, e di sottrarvi, attraverso le parole profuse dagli scrittori, alle vostre schiavitù quotidiane. Perché leggere è libertà, esattamente come amare e sognare (cit.D.P.)

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